Alessandro Cardulli
Ci eravamo prefissi di dare un nostro, autonomo, contributo alla campagna elettorale. Non un foglio, un giornale di propaganda, ma di informazione, vista da sinistra. Cosa significava? Per noi voleva dire cercare, con i mezzi minimi di cui disponevamo e cioè il volontariato politico, di dare il senso della posta in gioco in questa campagna elettorale.
Dazebao l’informazione on line
Sapevamo che la scelta del Pd, di andare da soli, di chiudere il rapporto di alleanza a livello nazionale con le forze della sinistra radicale, avrebbe comportato un sommovimento nel quadro politico. Sapevamo che la scelta di Veltroni era rischiosa non solo perché, quasi certamente perdente, nei confronti dell’altra coalizione, quella di Berlusconi e della Lega, ma soprattutto perché cambiava il quadro democratico, gli assetti democratici. Il rischio era quello di perdere per strada le caratteristiche di una Repubblica parlamentare per trasformarsi, di fatto, in una Repubblica fondata su due partiti o meglio su due coalizioni. Non solo il bipolarismo ma un vero e proprio bipartitismo. In questa direzione hanno puntato i grandi mezzi di comunicazione. Berlusconi ha mobilitato le sue televisioni, i suoi giornali, i poteri forti, attraverso quotidiani di prima grandezza,hanno fatto un tifo spudorato per il bipolarismo-bipartitismo. Si è arrivati perfino ad uno scambio di cortesie, venuto meno negli ultimi giorni della campagna elettorale, fra le due coalizioni nei loro appello al voto utile. Tutti gli altri non contano. Questa linea è passata ed i danni saranno evidenti fra qualche giorno, quando si dovranno fare i conti con la formazione del governo. Berlusconi, per difendere il suo “popolo della libertà” ha dovuto lasciare briglia sciolta alla Lega, la sua testa di ponte in Lombardia in particolare. E Bossi ha saputo giocare le sue carte fino in fondo, aizzando alla ribellione padana,minacciando di impugnare i fucili. Berlusconi e Veltroni hanno fatto due campagne, divergenti ma, nei fatti parallele. Alla sinistra radicale, poi, con una accelerazione che ha prodotto qualche strappo di troppo, diventata “ Sinistra Arcobaleno,” è rimasto nelle mani il cerino: quello di dover difendere al tempo stesso la presenza di una forza di sinistra e la struttura democratica del nostro paese, così come voluta dalla Costituzione. Un compito troppo impegnativo per chi ancora avvertiva le ferite di scissioni a ripetizione. Accettando, di fatto, la sfida di una campagna elettorale tutta mediatica, la Sinistra-Arcobaleno ha subito una sconfitta cocente. Ancora di più,oggi, avvertiamo il ruolo che deve avere una informazione, come si dice fuori dal coro. Una informazione non fatta di slogan, ma di avvenimenti, cose, progetti,. problemi, vita delle persone, che racconti l’Italia, l’Europa, il mondo con i tanti drammi, le crisi umanitarie, le guerre, la fame. Una informazione che dia un contributo a mantenere alti i valori della nostra Costituzione, che “informi” i cittadini. Non propaganda, ma informazione. Spetterà alle forze della sinistra radicale “utilizzare “questa informazione per tornare a parlare ai cittadini in prima persona. A parlare di problemi veri, fuori dal politichese e dalle troppe fomule politicistiche. Per questo la libertà e l’ autonomia dell’informazione sono un bene prezioso per dare nuovamente voce ai cittadini, farli sentire soggetti e non oggetti di decisioni prese da altri. Per questo riteniamo che Sole Rosso, portata a termine la campagna elettorale deve andare oltre. Per realizzare questo obiettivo abbiamo incontrato, già in queste ultime settimane, un altro quotidiano on line, Dazebao, già “ confezionato” con ampie aperture in ogni settore della società, geloso di libertà e autonomia. Come si dice,con una frase banale ma valida, è scoccato l’amore a prima vista. Abbiamo verificato visioni comuni, comunità di interessi e di intenti. Da oggi, Dazebao è anche la nostra testata ed invitiamo in nostri lettori a seguirci in questa nuova impresa. Sole Rosso si fa Dazebao.
www.dazebao.org

La speranza per il futuro
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