Vasco De Boves
L’Anpi: “ Una pericolosa deriva di destra estrema del Popolo della Libertà”. Invito alla vigilanza a fronte di proposte oscene come quelle di Dell’Utri
La “retorica sulla Resistenza” presente nei libri di storia “ufficiali” sarà certamente un tema “attenzionato” dal Popolo della Libertà nel caso di vittoria elettorale. Con questo spirito l’Italia si accinge a votare per il rinnovo del Parlamento repubblicano che a sua volta sarà tenuto ad indicare il nuovo esecutivo. Quanto dichiarato da Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia ed esponente del neonato partito berlusconiano, durante l’intervista con Klaus Davi, in realtà non cade come un “fulmine a ciel sereno”.
Lo stesso leader Silvio Berlusconi si era lasciato scappare, qualche anno fa, un’affermazione che aveva lasciato tutti a bocca aperta. L’allora presidente del consiglio si lasciò scappare, a suo dire dopo qualche bicchiere di troppo, una vergognosa riabilitazione del Duce: “Mussolini? Non ha mai ammazzato nessuno. Al massimo mandava la gente a fare vacanza al confino”. Ma la solita smentita ed un imbarazzante rimescolamento delle acque, mise tutto a tacere con buona pace di chi al confino ci è morto.
Oggi, tuttavia, il tema revisionista rientra nel dibattito politico a pieno titolo, grazie agli ex camerati di Alleanza Nazionale, con cui il Cavaliere ha costruito un stretto sodalizio dal nome “Popolo della Libertà”, e grazie anche ai sempreverdi camerati, candidati da Berlusconi nelle proprie liste, per il solo fatto di essere proprietari di numerosi giornali locali.
Le affermazioni di Dell’Utri sulla futura operazione di revisione dei manuali scolastici, in caso di vittoria delle destre, rientra dunque in questo quadro. Un quadro in cui, secondo l’ANPI, si configura una “pericolosa deriva di destra estrema intrapresa dal Popolo della Libertà” che costituisce “un motivo ulteriore per vigilare con attenzione”.
In un comunicato diffuso dall’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia si legge infatti: “Negli stati civili e democratici a scrivere la storia sono i suoi protagonisti e gli studiosi, in piena libertà e autonomia, non i governi di turno. Un conto è la storia, un altro conto è la propaganda interessata. La storia dell’Italia contemporanea è figlia della Resistenza, la Costituzione della Repubblica ne è il coronamento”.
Chi vuole aspirare a governare il nostro Paese, questo dovrebbe saperlo. Ma forse quel giorno in cui a scuola si raccontava la lotta dei Partigiani contro la feroce dittatura nazifascista, Berlusconi e Dell’Utri erano assenti.

La speranza per il futuro
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