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Klaus Davi e Dell’Utri, gli amorosi sensi

Pietro Anastasio

00004406.jpg“Veniamo alla storia. Pansa ha dato il via alla revisione…che poi… il revisionismo in Germania esiste da vent’anni, ma in Italia…” esordisce Klaus. E Marcello, sorridente, gli fa da contro canto: “eeh, si…in Italia” (come a dire: siamo sempre in ritardo).

Ma Klaus continua: “ in Germania da 20 anni si parla dell’Olocausto eccetera…ma c’è (in Italia ndr) ancora questa retorica della resistenza nei libri di storia ufficiali (Davi probabilmente non sa che in Italia non esistono libri di storia “ufficiali”, ma i testi vengono liberamente scelti dai docenti), quelli cioè che circolano nelle scuole.

Cambierete qualcosa se andrete al governo?”. A questo punto Marcello non può sottrarsi. La sua faccia arrossisce un po’, perché è chiaro che il campo è minato e persino uno dei personaggi politici più imbarazzanti del nostro Paese, riesce ad imbarazzarsi. Ma risponde: “si, si”.
L’intervista è ormai più che famosa. Quasi tutti i giornali hanno parlato del canale web di Klaus Davi (Klauscondicio) in cui ieri è andato in onda un lungo colloquio con il senatore di Forza Italia ed esponente del Popolo della Libertà, Marcello Dell’Utri. Durante la chiacchierata, trasmessa su youtube, si è parlato un po’ di tutto . Dall’ipotetica omosessualità di Erasmo da Rotterdam, all’importanza di giungere illibati al matrimonio (Davi non si lascia sfuggire la domanda: “Ma è arrivato vergine all’altare?”), fino al significato dell’antimafia, che l’intervistatore e l’intervistato definiscono, di comune accordo, come “un brand pubblicitario”).
Davi, con cartellina alla mano, vuole utilizzare bene lo strumento che ha in mano. La rete permette l’interattività dei telespettatori e lui lo sa bene. Ogni domanda rivolta al senatore condannato a cinque anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è sempre accompagnata da una premessa: “molti ragazzi mi hanno chiesto di chiederle…”. Una nuova forma di democrazia che l’era di internet ci ha regalato e che permette un contatto diretto tra chi sta davanti lo schermo e chi davanti le telecamere. Certo, chi è abituato a lucrare sul cattivo giornalismo, persino su internet riesce a produrre armi di disinformazione di massa, prontamente raccattate e riciclate dalla stampa nazionale. E allora andiamo avanti nell’analizzare il frammento di intervista a proposito della Resistenza italiana trattata nei libri di storia “ufficiali”.
Dell’Utri, in assoluto accordo con Davi, afferma che questo sarà uno dei temi che il suo partito intende “attenzionare” nel caso di vittoria alle prossime elezioni. “E’ ovvio che glielo chiedo perché lei è un intellettuale” dice il giornalista ormai completamente genuflesso.
Davi, a questo punto tira le somme e comincia con le domande a risposta multipla (quella, per intenderci, a cui si risponde apponendo una semplice crocetta). “Quindi diciamo: i fatti storici devono rimanere, ma senza la retorica, che va necessariamente rivista” e Dell’Utri: “Si, assolutamente”. Ancora Davi: “La sinistra ha taciuto, pur avendo il potere nelle università (, l’Olocausto degli omosessuali.(…) Adesso si tira fuori strumentalmente la questione dei gay. E vero che la sinistra ha taciuto su questo tema?” ed il senatore “Si, assolutamente”. Davi: “La sinistra ha ancora in mano le università (lo dice con sicurezza, evidentemente c’è da credergli ndr), è vero?”. Dell’Utri: “Si, assolutamente”.
Una chiacchierata tra vecchi amici, insomma. Si è d’accordo su tutto e magari, se ad uno dei due sfugge un passaggio, il compare è sempre pronto a suggerire. Due amici per la pelle che trovano nel revisionismo storico il lucchetto che lega il loro affetto e nel pessimo giornalismo di uno, il successo politico dell’altro. Due amici: uno concorrente esterno in associazione mafiosa, l’altro concorrente esterno in disinformazione a mezzo internet.

Categoria: Comunicazione

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