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Il corsivo di Puck

puck_nb.jpgLe nostalgie di Bobo

A volte ritornano. Ci ha fatto un’impressione penosa l’esibizione di Margherita Boniver a Tribuna elettorale o come diavolo si chiama. Una volta è stata definita la” pasionaria socialista”. Battagliera, giocava un ruolo importante nel Psi: senatrice, due volte ministro, parlamentare europeo. Non ha resistito alla diaspora socialista e dopo Tangentopoli si trasferì, armi  e bagagli, a casa Berlusconi in compagnia di tipi come Cicchitto e Signorile, due giovani lombardiani.

Il primo, coinvolto nella loggia P2, unico reo confesso, come lui stesso ama dire, si è sempre più spostato a destra fino alla riemersione che lo ha portato a diventare uno dei due boys di Berlusconi ,insieme a monsignor Bondi. Una bella accoppiata, l’uno proveniente dal Psi e poi dalla Loggia P2 e l’altro dal Pci. Per lo meno hanno avuto, se così si può dire, il buon gusto dell’innovazione. Loro ce l’hanno a morte con i comunisti come tali. Al solo sentir pronunciare la parola vedono rosso, si infuriano, sbavano, come fanno i tori alla corride. Lei no (la Boniver) . Continua a vederli come quelli che hanno contribuito alla diaspora socialista, quasi fossero loro, i comunisti, i colpevoli del suo esilio presso la corte del Berlusca.  Dice peste e corna, dei rossi, delle cooperative rosse, dei padroni rossi.
Angius che avrebbe dovuto duellare con lei, viene anch’egli dal Pci, adesso è passato da Sinistra democratica di Mussi ai socialisti di Boselli, la sopporta. Da gentiluomo qual’è sorvola. Immagine penosa di una donna che è rimasta a venti anni fa e non sa e non vuole guardare avanti. Mentre scorrono le immagini di una melensa tribuna elettorale e la Margherita berlusconeggia, ci torna a mente Bobo Craxi,   altro esponente della diaspora che dopo aver fondato il Nuovo Psi ha ritrovato Boselli e, insieme, hanno ritrovato De Michelis, cercando di rimettere insieme i cocci di una rottura che aveva collocato parte dei socialisti, con in testa Stefania, sorella di Bobo, nel campo berlusconiano. Stefania non ne ha voluto sapere di ricompattarsi ed ha seguito il destino del centrodestra, sempre più di destra. Ci è venuto a mente Bobo perché leggendo  un’intervista rilasciata in questi giorni, anch’egli, come la Boniver non sfugge al fascino dei venti anni fa. Dice Bobo: “ La scomparsa del Pci ha fatto abbassare il tasso di antisocialismo nella sinistra italiana, oggi ci si guarda con maggior simpatia e interesse rispetto ai tempi dell’alleanza con la Dc”. In effetti non si trattava di “ tasso di antisocialismo” ma di rifiuto di una politica, quella del Caf ( Craxi, Andreotti, Forlani) che faceva pagare prezzi molto alti ai lavoratori ed al Paese. Quel periodo non è ricordato come uno dei più fulgidi della storia patria. Ma Bobo guarda con nostalgia agli anni dei “nani e delle ballerine”, per dirla con un dirigente socialista del calibro di Rino Formica. Dice ancora: “ La sinistra che vorremo non è diversa da quella che immaginavamo vent’anni fa”. Ora, se è vero ed anche importante che battaglie come quelle per le libertà delle persone e i diritti civili possono essere combattute insieme, altrettanto, con franchezza, noi pensiamo a una sinistra che sia proprio tutt’altra cosa rispetto a quella cui si riferisce Bobo. Una sinistra, la nostra, antagonista, antiliberista, altermondista, per trasformare la società.

Categoria: Generale

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