La situazione peggiore è quella del Nicaragua. Gli aborti clandestini. Il peso del Vaticano,retaggio della politiche coloniali..Un significativo incontro sulla salute riproduttiva
La situazione peggiore è quella del Nicaragua dove viene messo fuori legge anche l’aborto terapeutico e si prospetta il carcere per donne e medici.
Prezzo pagato per l’appoggio della chiesa. Ma la situazione è durissima anche in Brasile, dove ci sono milioni di aborti clandestini, la legge è estremamente restrittiva, e c’è una campagna reazionaria feroce che intimidisce le istituzioni. In Bolivia e in Venezuela si è evitato di porre in Costituzione il diritto alla vita degli embrioni e si è invece previsto una gamma di aiuti alla donna e alla sua dignità.
Misure contro la violenza, per l’emancipazione, la parità famigliare e lavorativa. Ma anche in questi casi il tema dell’effettiva autodeterminazione della donna è assai lontano come anche qui conferma la penalizzazione dell’aborto. In Cile permangono le vecchie norme della dittatura, appena scalfita. E’ il quadro che emerge dall’incontro organizzato dal GUE sulla salute riproduttiva delle donne in America Latina, con tanti ospiti provenienti dal Continente Latinoamericano.
Presenze vivaci che dimostrano la forza delle donne anche quando sono nelle condizioni più dure. I racconti della situazione colpiscono. Perché il peso vaticano è per molti di quei paesi un retaggio delle politiche coloniali di cui l’Europa porta le responsabilità. E quella condizione d’oppressione clericale fa riflettere sui rischi che stiamo correndo anche sul nostro continente europeo attraversato da un nuovo fondamentalismo. Ma colpisce anche, e molto, come la rinascenza della Sinistra latinoamericana fatichi cosi tanto sul tema dell’autodeterminazione delle donne, mantenga un’ipoteca patriarcale. E’ un interrogativo di fondo per chi vuole ricostruire la sinistra del futuro, di come possa generarsi sul serio a partire dalla critica femminista e di genere.

La speranza per il futuro
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