La barca a vela “ Martinez…Impunito” salperà da Porto Sole per raggiungere Cinisi nel giorno in cui i mafiosi lo uccisero.
Conferenza stampa nazionale alla Camera del Lavoro di Milano per la presentazione della “Veleggiata Antimafia”.
Il prossimo 14 aprile la barca a vela “Martinez…Impunito” salperà da Portosole a Sanremo e raggiungerà l’8 maggio le coste siciliane in prossimità di Terrasini. Il 9 maggio l’imbarcazione terminerà definitivamente la sua regata a Cinisi, nel giorno che ricorre la celebrazione dell’assassinio di Peppino Impastato, avvenuto esattamente trenta anni fa.
La straordinario evento, promosso dal Centro Culturale Peppino Impastato e Felicia Impastato di Sanremo, prevede diverse tappe lungo la rotta. A Savona, Genova, La Spezia, Livorno, Anzio, Napoli, Troppa, Messina l’imbarcazione sosterà per una media di due giorni organizzando concerti, spettacoli proiezioni di filmati e incontrando associazioni, enti locali, istituzioni pubbliche e private, scuole e i cittadini del posto. Sono tante le organizzazioni che hanno voluto contribuire a questa impresa per avvalorare a questa vicenda umana la significativa memoria storica che è diventata l’emblema della lotta contro la mafia.
In quel tragico 9 maggio del 1978 il corpo di Peppino Impastato, assassinato dai sicari della mafia, fu rinvenuto sui binari della ferrovia di Cinisi con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo. All’epoca del drammatico episodio Peppino era candidato alle amministrative comunali nelle file di Democrazia Proletaria e nonostante la sua scomparsa i cittadini di Cinisi lo votarono ugualmente eleggendolo simbolicamente al consiglio comunale. I giornali parlarono di un atto terroristico e addirittura si cercò di sviare le indagini ipotizzando ad un probabile suicidio.
Solo nel 2001 dopo un iter processuale durato quasi 23 anni Vito Palazzolo fu giudicato colpevole materiale dell’omicidio Impastato e condannato a 30 anni di reclusione. L’anno successivo Gaetano Badalamenti, mentre scontava una pena di 45 anni nelle carceri americane, fu indicato inequivocabilmente come il mandante del delitto e gli fu inflitto l’ergastolo. L’urlo di denuncia contro la mafia che ha accompagnato la vita di Peppino Impastato è un ricordo indelebile, e a distanza di trenta anni rimane un segno di straordinario impegno politico, sociale e culturale. Un esempio per tutti coloro che non intendono gettare la spugna contro l’insinuante fenomeno mafioso.

La speranza per il futuro
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