Il ministro del Lavoro: non c’è un’ora x. Ora più,ora meno, l’importante è il risultato. Le disponibilità di cassa consentono due mesi di sopravvivenza. Berlusconi batte cassa ai cittadinicome ai tempi di Mussolini
Finalmente Alitalia ha reso noto ufficialmente quanto sia il tempo di sopravvivenza. Meraviglia che proprio il ministro dell’Economia, Padoa Schioppa,fino ad oggi ignorasse quali erano le disponibilità di cassa di Alitalia.
Del resto le conoscevamo anche noi, certo non fino all’ultimo euro, ma con approssimazione molto vicina alla realtà. Il Consiglio di amministrazione di Alitalia, mentre rinviava l’incontro con le nove sigle sindacali, aggiornandolo al giorno dopo le elezioni, dava conto delle reali disponibilità aziendali. In tutto circa duecento milioni di euro che possono consentire all’incirca due mesi di vita, sena dover ricorrere alla legge Marzano, al commissariamento. Dopo il Cda le azioni sono tornate ad essere quotate in borsa. La situazione in vista dell’incontro di giovedì con il governo previsto per le ore 10,30 si presenta meno confusa che nei giorni scorsi. C’è una certezza, intanto. Che tempi di trattativa non sono così stringenti come Padoa Schioppa, aveva detto, intimando ai sindacati di “prendere o lasciare” nell’arco di due giorni. Entro la passata domenica, secondo il ministro, le organizzazioni dei lavoratori, avrebbero dovuto far conoscere le loro decisioni finali. A Berlusconi, però, la situazione che si è determinata e la possibilità di una trattativa che abbia i tempi necessari per una eventuale conclusione, non sta proprio bene. Vuole fare di tutto per evitare, nel caso di vittoria alle elezioni, di trovare sul tavolo del suo governo, un accordo fra Alitalia, Air France e sindacati. Lui vede i francesi come dei perfidi colonizzatori e rilancia fantasiose cordate. Ci sarebbe,secondo le sue ultime affermazioni, “una quantità incredibile di imprenditori italiani” pronti ad intervenire, che si farebbero vivi “ non appena si chiuderà in modo negativo la trattativa con Air France”. Però forse neppure lui crede molto a questa “fila” ed ha anche proposto “l’azionariato popolare”. Ci viene alla mente la raccolta delle fedi, gli anelli matrimoniali, imposta da Mussolini alle famiglie che dovevano consegnare l’oro alla patria per finanziare la guerra. In termini moderni dovrebbero essere le famiglie italiane a finanziare gli imprenditori, visto che dalle parti della Commissione dell’Unione europea non si intende scucire una lira. O meglio autorizzare l’Italia a scucire i soldi di noi cittadini. Berlusconi, quindi, ancora una volta, intralcio alla trattativa fra governo e sindacati. In previsione dell’incontro di giovedì il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, ha visto il presidente di Alitalia, Aristide Police. Poi ha avuto nuovi contatti con Air France. La delegazione governativa che incontrerà i sindacati prevede anche la presenza al tavolo del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, oltre quella di Bersani(sviluppo economico),Alessandro Bianchi( Trasporti), Massimo Tononi ( sottosegretario all’Economia) trovandosi all’estero Padoa Schioppa. Incerta la presenza di Prodi. Obiettivo del governo, affermano ambienti di Palazzo Chigi, è quello di scongiurare il fallimento della compagnia. “ Mi auguro- sottolinea Damiano- che non si arrivi al commissariamento per Alitalia. Credo molto nella trattativa e nel dialogo e penso che ci si debba confrontare su questo piano Air France. C’è una convocazione che dovrà riannodare i fili di un confronto e il governo si sta muovendo”. Significativa una battuta, quasi casuale, del ministro del Lavoro: “” Non credo mai agli ultimatum. Non c’è un’ora X. Le trattative si devono concludere. Ora più, ora meno,l’importante è il risultato”. A Padoa Schioppa, fortunatamente all’estero, fischieranno le orecchie.

La speranza per il futuro
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