Dal territorio segnali importanti per una rigenerazione delle strutture della politica. Un viaggio collettivo nelle parole chiave, plurale e molteplice
La fase politica attuale si radica in un contesto vasto di crisi della politica, che – come ha detto Fausto Bertinotti il 27 marzo incontrando il mondo dell’associazionismo – non può essere ovviata dalla sinistra.
Anzi, proprio il candidato premier per la Sinistra Arcobaleno ha affermato che crisi della politica equivale a crisi della sinistra, alla quale spetta la responsabilità assolutamente urgente di dare segnali importanti e immediatamente incisivi per una rigenerazione delle strutture della politica e dunque della partecipazione che le anima.
Un esempio felice di questo segnale lo abbiamo visto domenica 6 aprile a Montegranaro, 13.000 anime che popolano questo paese situato nelle Marche, tra Macerata, Civitanova e Fermo. Alle 11,30 del mattino 50 persone hanno popolato la Casa della Sinistra inaugurata quel giorno alla presenza dei candidati territoriali e con Lidia Menapace, candidata al secondo posto alla Camera nelle Marche e madrina della giornata.
Con Lidia arriviamo con largo anticipo e passeggiamo lungo il belvedere di Montegranaro che permette, a seconda di dove ti metti e di cosa ti serve, di respirare aria di mare o di montagna. I privilegi di vivere in una regione che si chiama ancora al plurale. Plurale e molteplice come le parole chiave di questa sinistra unitaria che stiamo costruendo con le pratiche giuste: ovvero mettendo dei segni tangibili, concreti e irreversibili lì dove vogliamo che arrivi la Politica. Case della Sinistra, appunto.
Già fuori della porta il segno tangibile del desiderio di un nuovo corso per la sinistra italiana. Uomini e donne di varia provenienza partitica e di diverse generazioni che attendono l’inizio dell’inaugurazione sotto la targhetta nuova di zecca all’ingresso del circolo: il simbolo unitario della Sinistra Arcobaleno. Desiderio di politica nuova espressa soprattutto dai soliti noti, dai militanti delle quattro forze che la compongono e non solo, con lo stesso sorriso e la solita conviviale voglia di attrarre energie attive dai territori e di creare consenso tra elettori e ed elettrici di Sinistra. Se qualcuno esprime dubbi, lo fa così, come scusandosene, per tirare fuori argomenti veri, per capire e per dire la sua.
Ci pensa Lidia a farci sentire parte di un viaggio collettivo e decisivo per la rinascita della sinistra: l’Arcobaleno – dice – compare da sempre come immagine di rinascita. Nell’Antico Testamento inquadra la prosecuzione della vita e di ogni specie dopo il diluvio universale. L’immagine è calzata su questa campagna elettorale e su quella Casa della Sinistra, sul quel tavolo di candidati e candidate in cui ogni genere era ugualmente rappresentato e dove la platea esprimeva il mondo che la Sinistra ha al suo interno, spesso senza saperlo. I temi affrontati sono stati vari, tutti improntati c dalla solidarietà a Graziella Marota, mamma di Andrea, morto sul lavoro due anni fa. Graziella è candidata al Senato nelle Marche e in consiglio comunale a Porto Sant’Elpidio. Ha conosciuto da tre giorni la sentenza del processo per la morte di suo figlio: 8 mesi con la condizionale per i due imputati. La rabbia e la disperazione. La vicenda di Andrea, che prescinde totalmente dalla definizione di “incidente”, è il baratro che dà il segno negativo al modello di società in cui viviamo, al sistema economico del capitalismo che si fonda su questi sacrifici umani. Dal dolore, dalla rabbia e dall’indignazione senza appello dobbiamo ripartire nel segno di una parola presente nella nostra costituzione: il ripudio. La sinistra deve partire dal ripudio di questo assetto economico, sociale e di seguito anche politico; deve farsi casa per chi crede che non può essere felice se sa che altre e altri non lo sono, anzi, vivono nella disperazione.

La speranza per il futuro
Registrazione ...
.jpg)

Nessun commento ↓
Non ci sono commenti a questo articolo. Inseriscine uno tu!
Commenta questo articolo