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Paolo Carrazza, il nostro progetto per Roma

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Intervista al candidato al Consiglio comunale per “Sinistra-Arcobaleno”.La crisi sociale. Precarietà,questione abitativa, spazi pubblici e beni comuni, diseguaglianze da colmare

Paolo Carrazza, consigliere comunale uscente, corre di nuovo per il Consiglio comunale nelle liste di Sinistra Arcobaleno. Una lunga storia politica che comincia con il Pci nel 1975,poi l’adesione a Rifondazione comunista di cui diventa segretario della Federazione di Roma nel 1994.

Consigliere di amministrazione dell’Ama,  assessore al lavoro, sviluppo locale e periferie al Comune di Roma con la Giunta Veltroni. Torna in Consiglio comunale nel 2007  ed affronta ora la campagna elettorale. In un intervista rilasciata a Liberazione che di seguito pubblichiamo,  mette a punto alcuni aspetti fondamentali del programma  e del progetto della Sinistra l’Arcobaleno.

Veltroni ha fatto negli ultimi due anni di Roma il laboratorio della costruzione del Partito Democratico. Nel frattempo si è aggravata la crisi sociale di una città che vive dentro ad un forte processo di globalizzazione e finanziarizzazione. Il futuro di Roma non può essere incentrato sul centro come luogo del consumo commerciale, turistico e culturale e nella proliferazione di sempre nuove periferie. Precarietà, questione abitativa, spazi pubblici e beni comuni sono le diseguaglianze su cui praticheremo la nostra scelta di parte.

Lei è stato consigliere di amministrazione dell’Ama, l’azienda comunale che è oggi parte del consorzio che vorrebbe il quarto inceneritore laziale. Nel frattempo la raccolta differenziata a Roma è ferma al 16%. Quali sono gli impedimenti che non ci fanno arrivare in fretta all’ambito 50%?
L’azienda e l’amministrazione comunale sono da venti anni subalterni al principale soggetto privato sui rifiuti a Roma, proprietario della discarica di Malagrotta. Questi interessi condizionano la politica e l’informazione romana. Oggi è il futuro dell’Ama ad essere in discussione. Le sperimentazioni del porta a porta ci dicono che la raccolta differenziata può raddoppiare nel giro di un anno. Ma non ci sono gli impianti in grado di trattarli e riciclarli. Quelli di termovalorizzazione sono invece già sufficienti per trattare la parte residua.

Come si possono mettere i giovani al centro dell’amministrazione cittadina e dell’attenzione politica, anche alla luce della sua passata esperienza di insegnante?

La questione giovanile non ha una specificità relativa ai compiti dell’ente locale. Che può comunque svolgere un ruolo rispetto alla vita dei quartieri, nei territori, in particolare lavorando attorno a progetti di sviluppo di una economia locale che integri politiche formative, educative, culturali, creando esperienze di micro-imprenditorialità con l’obiettivo di avviare processi di ricostruzione della comunità locale. Le questioni dell’insuccesso e dell’abbandono scolastico dei giovani, specie in periferia, assumono però una drammaticità di cui la scuola non può rimanere l’unico soggetto interessato.
Per ridurre il traffico urbano e migliorare le condizioni di vita in città, la cura del ferro rimane una soluzione valida?

La cura del ferro è valida ma ancora lontana dalla realizzazione. Così come ritardano le nuove centralità e l’individuazione delle funzione qualificate da spostare dal centro in periferia. Deve essere compiuta una scelta vera di disincentivazione dell’uso dell’auto privata,  così come dell’ingresso dei pullman turistici e dei parcheggi in centro. E’ il momento di attuare il progetto Fori e vanno realizzati i corridoi della mobilità. Sul trasporto, ma su tutti i servizi pubblici locali, come acqua, energia, rifiuti, riprendono i rischi delle liberalizzazioni, che significano svendita dei beni comuni e del patrimonio pubblico. In questi anni abbiamo ottenuto l’affidamento diretto del Comune alle proprie aziende, oggi dobbiamo costituire l’azienda pubblica a livello regionale per evitare nuove sorprese.

Categoria: Politica

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