Una pubblicità riaccende vecchi rancori. Motivo della discordia una marca di vodka. Si sfiora l’incidente diplomatico tanto da indurre i produttori a cessarne la reclamizzazione
Una nota marca di vodka svedese ha lanciato da qualche giorno una campagna pubblicitaria per sfondare sul mercato messicano. L’effetto è stato senza dubbio eclatante, molto aldilà delle aspettative dei pubblicitari ed anche aldilà della frontiera messicana, negli USA.
Lo spot recita “The Absolut world”, un gioco di parole tra la marca della vodka in questione e il significato letterale della frase: “Il mondo perfetto”. La cosa divertente è che la scritta campeggia su una mappa politica del Nord America risalente al 1830 in cui buona parte dei territori sud-occidentali degli USA appartenevano al Messico, un’area vastissima che comprende l’odierna California, il Nevada, il Texas, l’Arizona, il Nuovo Messico e lo Utah. Peccato però che gli statunitensi si sono divertiti molto poco per questo spot e si sta sfiorando un vero e proprio incidente diplomatico con il Messico. Eh sì, perché se il mondo perfetto è quello del 1830 significa che i territori in questioni dovrebbero tornare dove naturalmente si collocano e cioè sotto la sovranità messicana.
Ovviamente nel Paese dei sombreri la cosa ha eccitato gli animi e risvegliato una sorta di orgoglio nazionale, riportando a tutti la memoria della sconfitta nella guerra con gli Stati Uniti del 1848 e del successivo vessatorio Trattato di Guadalupe con cui i territori dell’Alta California e di Santa Fè de Nuevo Mexico sono stati strappati dal vittorioso vicino.
Intanto negli USA eminenti personalità incitano al boicottaggio della vodka, ma dietro a queste schermaglie si strascicano tensioni profonde che rischiano di frammentare ulteriormente la società statunitense. Il Messico infatti, si è già quasi ripreso i territori in questioni, a causa di una costante e massiccia immigrazione rispetto a cui la più grande superpotenza mondiale non ha rimedi. Proprio in queste ore, uno dei punti di riferimento carismatici della comunità ispanica negli USA, Armando Navarro, dichiara: “Le nascite tra noi latinos sono in aumento, ma nel resto della popolazione americana sono in diminuzione: l’equilibrio di forze cambierà a nostro favore”.
Gli argini posti dall’amministrazione Bush sono solo di facciata e quanto mai sgradevoli. Uno su tutti il muro che Bush sta facendo costruire al confine con il Messico, con tutto il carico di significati e simbologie nefaste che ogni muro di divisione porta con sé. Ben sapendo dalla Storia che le idee, la passione e la disperazione non possono essere fermate da nessun muro. Così come sono solo azioni di propaganda le frequenti riprese televisive di autobus carichi di immigrati clandestini che vengono rispediti oltre frontiera.
La verità, e lo sa bene Bush così come gli imprenditori californiani, è molto diversa: è l’economia californiana e di quella parte di USA che ha bisogno e di fatto si regge sulla forza lavoro messicana, in gran parte clandestina. Basta girare per le strade di Los Angeles o di San Francisco, i cui nomi rivelano l’origine della loro fondazione, per rendersi conto che i messicani, così come molte altre comunità di immigrati tra cui quella italiana, sono la spina dorsale di un’economia tra le più floride al mondo. Quella parte di USA è già bilingue, il sindaco di Los Angeles è un ispano-americano, i cibi, la musica, i programmi tv sono già in gran parte di cultura latina. E tutto ciò testimonia solo di una dinamica positiva, fatta di integrazione, di multi-culturalismo, di dialogo, che sovrasta una logica bieca e antistorica di conservazione e di impermeabilizzazione culturale e razziale.
Dimenticavamo: la pubblicità è stata sospesa con tante scuse dei produttori agli USA, ma intanto la vodka svedese in Messico è diventata una vera e propria mania!

La speranza per il futuro
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