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Il corsivo di Puck

puck_nb.jpgSperiamo che arrivino i nostri. Gli indiani

Roba da matti. Questi ultimi giorni, se ce ne fosse stato bisogno, rappresentano il massimo di degrado di una campagna elettorale che non ha più niente da dire.

La tribune televisive , segnate da monotonia, noia o da liti da cortile, ci scusino i polli che  i cortili frequentano. Al massimo si possono sentire gli strilli di Tremonti, con quell’aria di sottuttoio o della rossa Brambilla di cui il collega di partito, Marcello Dell’Utri, dice che non conta niente. Sempre dell’Utri che ha avuto qualche conto con la giustizia dice  che  intende eliminare la ” retorica” della Resistenza dai libri  di testo  e definisce ” un eroe” lo stalliere di Berlusconi, Mangano, condannato all’ergastolo
Ci si accapiglia per un posto in prima fila a Porta a Porta. Prima io, non prima tu altrimenti sai quello che dirò. Figurine da zero virgola qualcosa per cento che sembrano antichi imperatori romani. E poi interviste a tutto spiano con giornalisti compiacenti, anzi con non giornalisti ma puri e semplici megafoni. Racconti sdolcinati, strappalacrime. Roba da matti, se a questo gioco si è prestato perfino Prodi. Leggere per credere. Un uomo che si era comportato con grande dignità, che aveva capito che la sua storia era simile a quella dei figli che uccidono i padri, che le sue creature che tanto aveva voluto, l’Ulivo e poi il Pd, l’avevano azzannato, è finito  in un quadretto disegnato da La Stampa. E’ una scena triste. I suoi collaboratori, una ventina, lo salutano,commossi, mentre il portavoce, Sircana suona la chitarra, si esibisce nelle canzoni di Bob Dylan . Che fa Prodi? Per scacciare la malinconia non trova di meglio che attaccare Fausto Bertinotti, senza nominarlo come nella migliore tradizione democristiana, e la Sinistra. Niente di nuovo:una imitazione  di Veltroni che aveva accusato il presidente della Camera di aver segato il governo di Prodi. Ma ancora non è contento, Altra suonatina di chitarra ed arriva anche a Mastella. Certo lui gli ha tolto la fiducia, lo ha tradito perché  non ha senso dello Stato. Ma, insomma un buffetto e via. Volete mettere il comunista Bertinotti. Giriamo pagina. Troviamo Berlusconi che, tolta la lingua dalla bocca di Bossi, averne incensate l qualità di uomo di governo, dice che in fondo non sta bene di salute e che quindi un ministero non lo vedrà neppure da lontano. Bossi, prima si tocca, poi reagisce. Io sto bene e faccio il ministro. Berlusconi,come al solito, smentisce se stesso e dice che anche lui voleva dire che Bossi stava bene. Poi arriva la storia delle schede. Scende in pista il vice Veltroni, quel Franceschini che una ne combina, un’altra ne pensa. Chiama Gianni Letta e gli fa notare che nelle schede per votare non si vede chiaramente che ci sono due grandi coalizioni. Sarebbe bene provvedere, Letta raccoglie al volo l’occasione e se la prende con Amato. Bossi non trova di meglio che dire che o cambiano le schede o i padani imbracciano il fucile. Lo segue il siciliano Lombardo, alleato di quel Cuffaro, condannato ad alcuni anni di carcere, il quale minaccia di caricare i fucili siciliani. Leggi lupare, ma questo nome è bene evitarlo richiama troppo la mafia. Che c’è da sperare in tanto squallore. Che arrivino i nostri e noi nei vecchi cinema pidocchino battevamo i  piedi ed elevavamo grida di giubilo. Chiaro che i nostri non erano i bianchi. Ma gli indiani.

Categoria: Generale

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