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Zimbabwe,in bilico, attende il risultato elettorale

Ambrogio Alessi

crisiumanitaria.jpgIl dittatore Mugabe non si rassegna alla sconfitta e vuole il ballottaggio. Il rischio di guerra civile. L’opposizione che ha vinto le elezioni chiede aiuto a Usa e Europa

La situazione nello Zimbabwe si complica ulteriormente. Entro breve l’Alta corte di Stato dovrebbe diffondere il resoconto dei risultati elettorali del 29 marzo scorso.

Ma con tutta probabilità questo non placherà il duro scontro in atto tra Morgan Tsvangirai, leader del Movimento per il cambiamento democratico all’opposizione (MDC), e lo Zanu-Pf, il partito di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe da ben 28 anni.
I risultati anticipati dalla Commissione elettorale del paese africano avevano assegnato 99 seggi al partito dell’opposizione contro i 97 al partito di Mugabe, tanto che il partito MDC non ha perso l’occasione per decretare la propria vittoria. La Legge elettorale nello Zimbabwe prevede che se nessuno dei candidati superi il 50% delle preferenze si passi al ballottaggio entro il ventunesimo giorno dalle elezioni.
Un boccone amaro che non è riuscito proprio a digerire  Mugabe, il quale sta tentando di opporsi con tutta la sua forza ad una situazione nella quale emerge con chiarezza la sua inferiorità elettorale. Per questo motivo Mugabe chiede insistentemente un ulteriore conteggio delle schede per ovvii motivi, quelli di rimandare la propria disfatta.
Il leader dello Zanu-Pf ha comunque dichiarato che il suo avversario non ha la maggioranza assoluta.
Sull’altro fronte l’opposizione, sicura di aver vinto le elezioni e di aver addirittura superato la soglia del 50%, non è assolutamente disponibile per una seconda tornata elettorale, anzi Morgan Tsvangirai ritiene inammissibile  questa ipotetica svolta.
Nel frattempo Mugabe ha respinto l’offerta di formare un governo di unità nazionale con l’opposizione e a questo punto la situazione si è ulteriormente aggravata.
Mugabe ha chiamato al suo fianco i fedeli combattenti ordinando loro di occupare tutte le fattorie di proprietà dei bianchi rimasti nello Zimbabwe, trasferendo forzatamente le ultime proprietà fondiarie dai bianchi ai neri.
Un provvedimento stabilito dal governo di Mugabe nel 2000 che all’epoca ebbe ripercussioni negative sull’economia dell’intero paese.
Tsvangirai, ieri, durante la sua visita in Sud Africa ha chiesto apertamente l’aiuto degli Stati Uniti e di quelli europei per obbligare Mugabe  a dimettersi.
Ma per ora il rischio imminente è quello di assistere ad una guerra civile dove con tutta probabilità sia i vinti che i presunti vincitori non intendono lasciare nelle mani dell’avversario il destino del paese.

Categoria: Dal Mondo

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