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Olimpiade 2008, una fiaccola che si spegne per lutto

De Boves

olimpiade2008.jpgDopo gli scontri di ieri a Londra, la staffetta del tedoforo si trasferisce a Parigi dove lo scenario è simile. Centinaia di manifestanti pro Tibet tentano di ostacolare il percorso del fuoco olimpico ed alla fine ci riescono. Le autorità francesi interrompono la corsa e spengono la fiaccola

Alla fine la fiaccola si è spenta. Il tedoforo ha smesso di correre ed il ultra centenario simbolo dei giochi olimpici viene nascosto dalle autorità per essere preservato dall’ondata di proteste pro Tibet che sta travolgendo ad una ad una tutte le capitali europee.

Ieri la tappa di Londra, oggi quella di Parigi. Due città messe letteralmente a ferro e fuoco da migliaia di manifestanti riversatisi per strada per ostacolare in ogni modo il percorso della fiaccola dei giochi di Pechino 2008.
Il passaggio dalle strade londinesi non ha avuto il classico tono festoso, ma verrà ricordato per le esplosive dimostrazioni pro-Tibet, per gli “estintori di propaganda” con cui si è tentato, invano, di spegnere il fuoco olimpico e per l’imponente schieramento di agenti preposti a sorvegliare l’intero tragitto del tedoforo. Già quando la fiaccola ha lasciato lo stadio di Wembley, punto di partenza, sotto un’inconsueta neve primaverile, i dimostranti  hanno tentato di forzare il cordone di polizia. Qualche minuto dopo l’assalto più coraggioso: nei pressi di Ladbroke Road due militanti, Martin Wyness e Ashley Darby, hanno tentato di spegnere la fiaccola. I due si sono scagliati sul corridore Chris Parker, mentre questi stava passando la torcia al tedoforo successivo, tentando di colpire la fiamma con la schiuma antincendio. Un’azione immediatamente bloccata dalla polizia inglese.
Un altro fermo, avvenuto a pochi chilometri di distanza, è apparso in diretta su tutte le tv che stavano seguendo l’evento. Un manifestante ha tentato di strappare la torcia dalle mani di una presentatrice della Bbc, Konnie Huq, ma anche in questo caso a vincere è stata la prontezza di intervento della polizia che ha buttato violentemente a terra l’assalitore, permettendo a Konnie di proseguire la sua corsa. Una giornata, quella di ieri, segnata dunque dall’altissima tensione tra le forze dell’ordine ed i numerosissimi dimostranti che rivendicano la difesa della libertà per il popolo tibetano ed il rispetto dei diritti umani in Cina. L’ambasciatore cinese nel Regno Unito, signora Fu Ying, ha dovuto cambiare letteralmente rotta in quanto è stato ritenuto troppo pericoloso correre accanto al British Museum, dove si erano assiepati centinaia di contestatori. Si è preferita Chinatown. Poco prima che la fiaccola arrivasse a Downing Street, dove ad attenderla c’era il premier Gordon Brown, ulteriori scontri sono avvenuti tra i manifestanti pro-Tibet e quelli, pure presenti, pro-Cina. Il bilancio è di  almeno 36 fermati sono stati.
A Parigi, dove ieri sera è giunta la fiaccola, scenario simile. Gli incidenti sono cominciati subito dopo la partenza della torcia alla Tour Eiffel, nelle mani dell’ex atleta Stephane Diaganà. Secondo la prefettura di Parigi, il fuoco olimpico è stato spento per ben due volte “per ragioni tecniche”.
In realtà, di fronte alle proteste dei dimostranti, la polizia francese è stata costretta a spegnere la fiaccola e trasferirla su un autobus per motivi di sicurezza. Un breve alterco aveva opposto stamattina dei militanti per il Tibet e un uomo che brandiva una bandiera cinese sul piazzale del Trocadero, dove si sono dati appuntamento i sostenitori della causa tibetana e dei diritti umani. Dei poliziotti in borghese, presenti in gran numero sul posto, sono intervenuti per interporsi tra i dimostranti e l’uomo, che ha scandito “Olimpiadi, spirito sportivo”. Sul piazzale è stato dispiegato uno striscione recante “Per un Tibet libero” e un altro con scritto “Per un mondo insanguinato, benvenuti alle olimpiadi made in China”. Altri cartelli ancora, recano scritto “No al genocidio”, “Tibet libero”, “Teniamo gli occhi aperti”, “Non anticinese, ma contro la dittatura” e “La fiaccola della vergogna”. Anche nella capitale francese la polizia ha fermato alcune persone: dieci in tutto.
Lo spirito olimpico sembra essere scomparso del tutto o per lo meno sta funzionando da cassa di risonanza per istanze di libertà e democrazia. Anche per l’ultima tappa europea, fortunatamente, solo in pochi hanno detto: “Lasciamo lo sport fuori dalla politica”. E, neanche troppo in fondo, un po’ tutti ci siamo augurati che quella fiaccola si spegnesse, anche solo per un minuto, per celebrare un lutto che riguarda il pianeta intero.

Categoria: Dal Mondo

1 Commento ↓

  • 1 Tibet » Blog Archive » Olimpiade 2008, una fiaccola che si spegne per lutto // 7 Apr 2008 alle 18:03

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