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Il dissenso degli studenti parte da Tor Vergata

Alessandro Ambrosin

scuo132.jpgSi oppongono alla applicazione del nuovo sistema didattico.La facoltà di Ingegneria individua i punti oscuri. Tante incongruenze

Parte dall’ateneo di Tor Vergata a Roma la mobilitazione degli studenti che si oppongono all’applicazione del nuovo sistema didattico. Ne ha discusso l’Assemblea Autoconvocata degli studenti , lanciando l’invito anche al corpo docente che però ha disertato l’incontro, eccetto per la presenza di due professori.

La facoltà di ingegneria, la più agguerrita per ora, è riuscita per prima ad individuare i punti oscuri e macchinosi di questo processo che allungherà inevitabilmente la vita accademica, specialmente alle nuove matricole.

Da un vecchio ordinamento di cinque anni si è passati prima attraverso la riforma Berlinguer e poi quella Moratti per arrivare al cosiddetto corso triennale seguito dallo specialistico. In sostanza gli anni rimangono gli stessi, ma ora che l’applicazione della legge entrerà definitivamente nella prassi normativa le incongruenze emergono in tutta la loro drammaticità. La “tre più due” aveva raddoppiato il numero degli esami da sostenere, ma adesso che la riforma stabilisce dei parametri nei corsi di studi le cattedre subiranno una flessione e l’unico modo per ristabilire un equilibrio avverrà attraverso la penalizzazione degli studenti. Una scelta unilaterale nella quale l’ordinamento didattico è stato implementato in piena autonomia dai singoli Consigli di Facoltà, ma senza il coinvolgimento dei veri protagonisti: gli studenti.

Il 90% di questi, per lo meno nelle facoltà scientifiche, è costretto a proseguire gli studi per conseguire una specializzazione della laurea intrapresa, passaggio ormai obbligatorio per accedere al mondo del lavoro . Ma adesso sarà più difficile, perché ulteriori barriere saranno inserite nell’iter accademico per dar seguito alla specializzazione dei propri studi. Per accedere alla specialistica senza dover sostenere un nuovo test d’ingresso, a pagamento, e ulteriori esami, il corso triennale dovrà essere portato a termine entro un limite di tempo e con un punteggio medio fissato dagli organi collegiali di ogni singola facoltà. Ad esempio, attualmente per quella di ingegneria a Tor Vergata è di 24 (una media che diventerà 25 nei prossimi anni, come già stabilito). Tutto ciò è determinante per gli studenti, poichè oltre ad allungare i tempi di laurea, continua il processo di separazione tra la triennale e la specialistica. In sostanza avremo due “prodotti” di cui il primo, quello triennale, non è spendibile sul mercato del lavoro e il secondo, quello della specialistica, sarà appannaggio di un numero esiguo di studenti.

L’Assemblea Autoconvocata chiede che la riforma in corso sia arrestata e che le scelte del piano di studi siano il risultato finale dal confronto partecipato attraverso il coivolgimento fattivo degli studenti. Ma non è tutto.

Le richieste comprendono anche la questione degli esami che per le tre sessioni previste nell’arco dell’anno (febbraio, luglio, settembre), garantiscano la possibilità di sostenere gli appelli per tutte le materie. Nel mirino ci sono anche l’eliminazione dei vincoli per i neo iscritti che, secondo l’Assemblea, saranno i primi a pagare le conseguenze di questa assurda riforma. Anche le tasse universitarie per scelta dell’ateneo e per la cronica mancanza d’investimenti pubblici, sono aumentate del 15-20%, anche per le fasce di reddito più deboli. Se consideriamo - il sapere - come un bene fondante della società, forse in questo caso sarebbe opportuno di invertire la rotta.

Categoria: Giovani

1 Commento ↓

  • 1 Libru » Il dissenso degli studenti parte da Tor Vergata // 7 Apr 2008 alle 20:21

    […] silviu’: Parte dall’ateneo di Tor Vergata a Roma la mobilitazione degli studenti che si oppongono all’applicazione del nuovo sistema didattico. Ne ha discusso l’Assemblea Autoconvocata degli studenti , lanciando l’invito anche al corpo docente … […]

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