Il 15 è dopo il 13 e 14
Dopo il 15 aprile si costruirà un nuovo partito della sinistra, o come si dice, un nuovo soggetto unitario e plurale? Il 15 aprile è dopo il 13 e il 14. Ma già ci si esercita a scavalcare il risultato elettorale ed a guardano oltre, quasi a rimuoverlo come se non avesse effetto alcuno sul processo unitario a sinistra.
Si stabilisce anche una data per la Costituente della Sinistra, il 15 aprile, dimenticando che già era stata prevista per l’8 e 9 dicembre, quando venne tenuta l’assemblea alla Fiera di Roma. Proprio in questi ultimi giorni compaiono interviste, comunicati, prese di posizione di associazioni. Tutti guardano al futuro. Malgrado il clima elettorale consigli una qualche prudenza, viste le bocche di fuoco mediatiche del Pd e del partito di Berlusconi, il punto critico della sospirata unità delle sinistra viene individuato proprio nei quattro partiti, Rifondazione, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica e Verdi, che si sarebbero portati a casa il banco lasciando le briciole ad associazioni e movimenti. Ora non c’è chi non veda le difficoltà, evidenziate nella stessa campagna elettorale, delle quattro forze politiche a stare insieme, ad aprire un reale processo costituente, dal basso Anche la composizione delle liste ha richiesto un lavoro di cesello degno di un orafo di quelli dei tempi antichi. Di tutto questo ovviamente si dovrà tener conto nel costruire il soggetto unitario e, si dice e si ripete, plurale della sinistra. Insomma in due mesi non si recuperano i cocci di anni di divisioni fratricide. Un cammino, dunque, che dovrà intrecciare i congressi dei singoli partiti i quali non ci sembra abbiano intenzione di sciogliersi, altrimenti non si parlerebbe di soggetto unitario , ma plurale. Insomma un nuovo modo di far politica, una rete che vedrà insieme partiti, associazioni, movimenti con nuove strutture tutte da inventare e che rispondono ad un solo criterio: la partecipazione, dal basso, dai territori, dai luoghi di lavoro. Ciò che invece ci colpisce in alcune interviste, in comunicati di reti, cantieri che si fanno reti, associazioni nate come i funghi e la quantità di sigle che si mettono in campo. Sembra che ci sia una moltitudine di associazioni e di movimenti che si fanno carico del popolo della sinistra e parlano a nome del popolo della sinistra. Non hanno dubbio alcuno. Allora ci viene spontanea una domanda: se c’è un così vasto movimento, con reti, cantieri, associazioni, case della sinistra, perché i sondaggi, per quel che valgono, non registrano tutto ciò? Perché ci offrono dati non propriamente brillanti ? In particolare dovrebbero spronarci, perchè in questi ultimi giorni, ventre a terra, bisogna darsi da fare, casa per casa, mercato per mercato, strada per strada, luogo di lavoro per luogo di lavoro , grande e piccolo, parlare dei problemi che la gente avverte come i più urgenti: i prezzi, l’inflazione, i salari, le pensioni, il precariato da combattere. Guardiamoci negli occhi, se vogliamo affrontare il percorso unitario, non diciamo da vincitori, ma neppure da sconfitti.

La speranza per il futuro
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