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Alitalia, aspettando l’aria di Parigi

Sandro Carli

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Dopo una lunga riunione del Consiglio d’Amministrazione di Air France, la compagnia franco olandese passa di nuovo la palla alla’Alitalia e alle organizzazioni sindacali, alle quali  chiede di “dire come vedono il futuro dell’azienda”. sindacati dei lavoratori aeroportuali sono diventati il bersaglio preferito dei mezzi di informazione, da Repubblica al Giornale. Si va da titoli come “ Prime crepe nei sindacati” a  “Scioperano contro i bimbi” fino a “La parola agli azionisti, non più ai sindacati”. Come a dire ora parla chi conta e non più quegli straccioni che difendono i lavoratori.

Air france dal canto suo ritiene che il piano proposto per Alitalia sia il “solo” per un ritorno alla crescita della compagnia. I sindacati ritengono questa posizione una possibile apertura per la ripresa delle trattative. Il Governo ha convocato l’organizzazione dei lavoratori giovedi.

I sindacati dei lavoratori aeroportuali sono diventati il bersaglio preferito dei mezzi di informazione, da Repubblica al Giornale. Si va da titoli come “ Prime crepe nei sindacati” a  “Scioperano contro i bimbi” fino a “La parola agli azionisti, non più ai sindacati”. Come a dire ora parla chi conta e non più quegli straccioni che difendono i lavoratori. Titoli del genere non giovano certo ad una positiva conclusione di una vicenda che dura da circa quindici anni e che ha visto l’uscita dal posto di lavoro di diverse migliaia di dipendentii. Non certo per colpa del sindacato, ma di chi ha gestito la compagnia dal punto di vista delle politiche industriali e del management. Ed anche la proliferazione delle sigle non nasce per caso, ma da una logica, se così si può chiamare, del “ divide et impera”. Non è un caso insomma che mentre si attendono le decisioni del Consiglio di amministrazione di Air France in merito al ritorno, o meno, al tavolo di trattativa, si ingigantiscano i problemi che nascono all’interno delle sigle sindacali. Problemi che ci sono, come sempre avviene, quando per gruppi di lavoratori c’è lo spettro della perdita del posto di lavoro.
 
Ma una informazione corretta  non può non tener conto di quanto sia difficile una trattativa quale quella in corso, sballottata da una forza politica all’altra, la cui posta è di quelle che influenzano la vita di migliaia di lavoratori e l’economia di un paese. Dicono i lavoratori di Fiumicino che ci sarebbe da divertirsi, se non si trattasse di una vicenda drammatica, a raccogliere in un libro bianco i titoli dei giornali di questo ultimo mese. Eppure , fa notare qualcuno, i giornalisti dovrebbero sapere quanto sono dure e difficili le vertenze sindacali: da tre anni sono privi del nuovo contratto per le posizioni ottuse degli editori. Intanto vi à da dire che le diverse sigle sindacali sono d’ accordo sulla ripresa della trattativa.
 
Del resto dicono i sindacati ad andarsene è stato Spinetta. C’è chi sollecita il governo, come dice Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale dell’Sdl “ perché il sindacato non può essere lasciato da solo a decidere “. Solari, leader della Filt Cgil, sottolinea che “serve la volontà comune di arrivare ad un accordo” e richiama il “ mestiere” del sindacato, quello di “fare proposte e trovare un’intesa”. Ci sono Anpav a Avia (personale di volo) che chiedono l’avvio di un confronto rapido, deciso, “senza tatticismi”. Ma tutti guardano verso Parigi, a partire dal governo che in mattinata ha esaminato la situazione. Prodi si è incontrato con il neo presidente di Alitalia, Aristide Police, insieme al sottosegretario Enrico Letta che tiene i contatti con Spinetta, i ministri Padoa Schioppa ( economia) e Bianchi( Trasporti). Si discute in particolare di come , in attesa di fatti nuovi, Alitalia possa continuare  l’attività, senza ricorrere a commissariamento o fallimento.Le disponibilità di cassa ammontano a 18O milioni di euro più altri 148 dovuti alla vendita di azioni Air France detenute da Alitalia e alcuni rimborsi fiscali.
 
Non c’è certo da stare allegri. Martedì sarà la volta del Consiglio di amministrazione di Alitalia ad esaminare lo stato dell’azienda e poi mercoledì un nu ovo incontro coi i sindacati nella speranza che da Parigi soffi un’aria  benevola. Niente è filtrato dal Consiglio di amministrazione di Asir France. Qualche notizia sarà data, forse, a chiusura dei mercati finanziari. Azzardare previsioni è più difficile che vincere un terno al lotta. Da registrare l’ennesima sceneggiata di Berlusconi che parla di rischio di “ colonizzazione da parte dei francesi” e di Formigoni che si prepara a ricorrere all’unione Europea nel caso in cui si riaprisse il tavolo con Air France.

Categoria: Generale

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