Le significative esperienze nella campagna elettorale a Macerata. Gli incontri con tante persone, la vita nei quartieri, l’impegno della LiberAssociazione
La campagna elettorale appare come un confronto del tutto astratto, misurato in secondi ripartiti nello spazio necessario all’enunciazione di sintetici slogan.
Si diffonde così anche una concezione del tempo che perde ogni accenno al tempo vissuto, alla durata e alla qualità che in essa è possibile attribuire al linguaggio, alle parole, alle relazioni umane che possono germogliare e generare convivialità. È tempo che la politica torni a dare senso alle parole; è tempo che la politica torni a dare la parola ad altri, smettendo di parlare da sola.
La Sinistra l’Arcobaleno ha l’onere di affacciarsi sulla società durante una competizione elettorale. Ma nel contempo ha l’onore e la responsabilità di rappresentare in essa la Sinistra del paese. In nome di questo abbiamo scritto un programma sul quale chiediamo un voto utile a spostare i cambiamenti necessari al nostro paese nella direzione della giustizia sociale.
Uscire dalla solitudine e dall’infelicità. Il primo compito della sinistra deve essere questo slancio a farsi vicina alle persone, a chi vive nei territori, nelle città, nei quartieri con un senso di spaesamento e di impossibilità persino di delega e che magari pensano all’astensione cui molte. La Sinistra l’Arcobaleno deve farsi carico dell’inversione di questa tendenza ed essere anzitutto utile alle persone: pensare al futuro del loro lavoro, della loro istruzione, della loro socialità e dei loro diritti; inoltre pensare alla sinistra: alla credibilità del suo processo di rinnovamento e di allargamento dentro la società.
Nel collegio Marche, dove sono candidata per la Camera, in particolare nella città e nella provincia di Macerata dove più si concentra la mia attività, il principio è stato questo. Gli incontri organizzati con gli altri e le altre candidate e con il coordimento che si è costituito sono stati incontri tematici sul programma, mirati a nutrire partecipazione attorno a temi sociali, vertenze, istanze, settori di discussione vivi e problematici.
Abbiamo così incontrato la società civile, il terzo settore, alcuni quartieri della città di Macerata e frazioni, sviluppato iniziative di piazza per rendere il programma de La Sinistra l’Arcobaleno interlocutorio e fruibile.
La spinta a fare ci viene dall’esperienza pregressa fatta a Macerata, dove già a partire dallo scorso settembre abbiamo anticipato il processo unitario, intuendone l’urgenza e l’importanza. Non soltanto la collaborazione tra i quattro partiti, ma l’apporto dei movimenti e dei singoli aderenti fino ad allora raccolti nella LiberAssociazione per la Sinistra Europea ha avuto un effetto moltiplicatore. Ne La Sinistra l’Arcobaleno si sono riunite le soggettività singolari e collettive che gravitano nel panorama locale della Sinistra, dando l’impulso a crescere e a rappresentare il più possibile la società, i luoghi di lavoro, le università, il mondo dell’associazionismo e dei migranti per una crescita complessiva del senso di cittadinanza.
Credo – perciò ho accettato di buon grado questa candidatura – che sia il momento più cruciale per una reale svolta della natura della sinistra in Italia. L’impegno di ciascuno è fondamentale per restituire alla democrazia le sue due anime sorelle: partecipazione e rappresentanza. Dobbiamo capire, soprattutto i militanti e i dirigenti della sinistra, che siamo noi a dover essere utili a questo voto, vivere dentro un collante di relazioni e di progettualità per dar vita a un soggetto capace di rendere più facile la vita di ogni giorno e più felice chiunque nasca o decida di arrivare e vivere in Italia.

La speranza per il futuro
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