SoleRosso.org header image 1

Alitalia, il giorno dopo lo strappo

Sandro Carli

20070914_alitalia_vecchio_poster_319x425.jpgSi lavora per riallacciare il filo del discorso con Air France.Il governo ha preso 48 ore di tempo perverificare se è possibile riprendere la trattativa.

Il giorno dopo a Fiumicino c’è tensione fra i lavoratori, preoccupazione e anche sconcerto per il precipitare della situazione.

Lo strappo nella trattativa fra Air France e sindacati ha lasciato il segno e lo ha lasciato anche nel rapporto fra lavoratori e sindacati. Ci sono state anche manifestazioni al centro direzionale della Magliana  di dipendenti di Alitalia Flay che hanno espresso “ rammarico” per la improvvisa rottura del confronto con il presidente di Air France che lascia il tavolo. Dipendenti Alitalia in Francia hanno manifestato solidarietà con i colleghi italiani ed hanno espresso preoccupazioni per la posizioni sostenute dai sindacati. Insomma si respira un aria pesante e ci si chiede ora, quale sarà la sorte del gruppo mentre il consiglio di amministrazione si riunisce quasi a getto continuo.Il governo è stato sollecitato a scendere in campo, a dire la sua,ad operare perché si riannodino i fili del confronto. Il segretario della Filt-Cgil, Fabrizio Solari Solari, ha  sottolineato che “ resta  necessaria una trattativa con Air France ma penso ad una trattativa classica, cioè con opinioni che si confrontano. Certo c’è un limite, ritengo che si debba salvarli tutti. Ma noi siamo pronti, lo voglio dire, a confrontarci da oggi, anzi da ieri. Ufficiosamente i sindacati fanno sapere che le proposte per Alitalia presentate ieri, in sostanza l’ingresso nel pacchetto azionario di Fintecna cui fa capo Alitalia servizi, sono “ negoziabili”.Incontreranno nella mattina di venerdì i vertici aziendali dopo le dimissioni del presidente Prato. E nella direzione della ripresa di un  rapporto con Air France si sono pronunciate le forze politiche della maggioranza. Fausto Bertinotti ha chiesto “una soluzione ponte” per poter arrivare ad un “nuovo negoziato con Air France o con altri”. Il presidente del Senato Franco Marini ha rivolto un appello  “ prima ai sindacati  ed anche ad Air France” perché “ prevalga la razionalità e si ricucia questo strappo così drammatico che c’è stato”.Per quanto riguarda il governo, sollecitato ad un intervento, si sono avuto incontri a Palazzo Chigi con i ministri Bersani, Padoa Schioppa, Bianchi, per valutare la situazione. Ieri all’annuncio dell’abbandono del tavolo di trattativa da parte di Spinetta lo stesso presidente Prodi e poi Casini, avevano criticato i sindacati. Un intervento non proprio ortodosso, vista la difficoltà della situazione . Franco Giordano, segretario di Rifondazione, giudica la critica al sindacati “ un errore”. “ Il movimento sindacale-ha detto- ha un unico interesse:difendere e tutelare i lavoratori”. Ora il governo si è dato 48 ore di tempo per verificare se ci sono i margini per riprendere il filo del dialogo tra Air France e i sindacati. Sarà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta a  sondare il terreno. “ Non bisogna lasciare niente di intentato- ha detto il ministro Del Lavoro Cesare Damiano e operare per riprendere la trattativa e fare un compromesso. Altrimenti la situazione può andare fuori controllo. La posizione espressa da Prodi mi pare sia giusta. La carta Air France va giocata sino in fondo”. Da destra vengono grida di gioia per l’esito negativo della trattativa.Si aggiunge il candidato del Pd, Calearo che giudica “ il fallimento non un tabù” Il principale responsabile della drammatica situazione in cui si trova oggi Alitalia e circa ventimila lavoratori è proprio lui. Aver inventato l’esistenza di una cordata quando non c’era proprio niente e ora intende aprire una colletta fra i suoi amici imprenditori, ha rappresentato una vera e propria turbativa in una trattativa difficile, complessa per una azienda che, come dicono i lavoratori non è decotta. Marco Trisciani, coordinatore della Sinistra-Arcobaleno dei lavoratori areoportuali lo afferma a chiare lettere, dati alla mano a partire dall’incremento del traffico realizzato nell’anno passato, circa il 10% e del 30% in questi ultimi giorni. Questo-sottolinea- deve essere fatto pesare  auspicando che sia possibile riprendere il filo del discorso con Air France. Da dire, però, che fino ad oggi dalla Francia non viene alcun segnale. Non c’è che da sperare che, come dice  il proverbio, il silenzio sia d’oro.

Categoria: Lavoro

Nessun commento ↓

  • Non ci sono commenti a questo articolo. Inseriscine uno tu!

Commenta questo articolo