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Il corsivo di Puck

puck_nb.jpgChe vergogna, che tristezza, cari colleghi  in tv

Che vergogna,direbbe Romano Prodi. Che tristezza aggiungiamo noi che, per dovere di cronaca,abbiamo assistito alla conferenza stampa della Tribuna elettorale di Berlusconi e Veltroni, rigorosamente separati, tanto che non si sono neppure incontrati negli studi  televisivi di Rai 2.

Le cronache dei giornali raccontano di cose inenarrabili, dei cuscini che Berlusconi si sarebbe fatto mettere sulla sedia per apparire più alto, di uomini di fiducia del cavaliere trasferiti negli studi per visionare i faretti, di fotografo personale sempre dell’uomo di Arcore che arriva già truccato. L’operazione è stata realizzata a casa dal suo truccatore personale il quale ha fatto quel che ha potuto per coprire la pelata dell’ex presidente. Non ha potuto evitare, però, che sembrasse ricoperta da uno spray color marrone,rosso verso il nero,spruzzato là dove i capelli, finti, non crescono più  Più disinvolto, più giovanile, più sorridente al naturale, senza trucco, Veltroni.  I giornali hanno parlato di atmosfera di mestizia, di ufficiosità.  E si chiama in causa la par condicio che non avrebbe reso possibile un confronto vero fra i due leader. Anche la conduttrice, Giuliana Del Bufalo, autorevole dirigente Rai di lungo corso, che si è trasformata per l’occasione in una casalinga , parimenti cerimoniosa prima con Berlusconi, poi con Veltroni, ha definito una “ condanna” la par condicio.  E ci si è buttato a tuffo un “solone” della critica televisiva, Aldo Grasso, del Corriere della Sera, parlando di un “ capitolo umiliante dell’informazione televisiva, segno di immaturità delle ist ituzioni”. Ma davvero è colpa della par condicio? Intanto non si capisce perché si possono confrontare Bertinotti e Fini, Franceschini e Tremonti, Boselli e la Santanchè , tanto per fare dei nomi e non è possibile che lo facciano anche Berlusconi e Veltroni ai quali dovrebbe essere fatto un trattamento privilegiato. Ma anche ammesso che ci siano colpe della par condicio chi vietava ai quattro giornalisti di fare i giornalisti? Folli, Mazza, Riotta, Sorgi, sembravano figurine inanimate. Pensate Gianni Riotta, il direttore del telegiornale ammiraglia della Rai, ha rivolto a Berlusconi una domanda di quelle che dovrebbero lasciare il segno. Che ne pensa del Tibet e delle Olimpiadi,ha chiesto al leader del Popolo della Libertà? La risposta ovviamente era già scritta. Fosse venuto a mente a qualcuno di far notare al Berlusca che per attuare tutte le promesse che sta facendo ci vorrebbero due o tre finanziarie. Oppure sarebbe stato utile chiedere conto all’ex presidente, dello stato disastroso in cui aveva lasciato le finanze del nostro paese. Ancora: quando ha raccontato che il precariato di fatto non esiste e quel poco che esiste in fondo è bello perché sono giovani, ci fosse stata una delle quattro figurine a portare i dati veri, con milioni di giovani e anche meno giovani che non hanno un posto fisso. E a Veltroni che ha parlato di  laicità dello stato, non si poteva chiedere cosa ne pensava delle coppie di fatto, del rispetto dei diritti delle persone, delle donne in primo luogo, della ricerca, degli embrioni. Per carità, i manovratori non vanno disturbati. Basta dar la colpa alla par condicio  e ci si mette il cuore a posto. Del resto che volete, dal momento che il “solone” della critica televisiva il già nominato Grasso, scrive che il “cavaliere si è congedato  con una  battuta felice: “avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista”. Davvero tristezza e vergogna nel sentire applaudire una delle battute del repertorio berlusconiano che segnano in modo inconfutabile il suo disprezzo per il mondo dell’informazione, anche per coloro che gli strisciano dietro.

Categoria: Generale

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