Il Consiglio di Stato riammette una lista con il simbolo dello scudo crociato che era stata esclusa. Si parla di possibile rinvio comunque bisognerebbe le sentenze definitive. Deve decidere il governo.
Ci mancava questa tegola. Già la campagna elettorale era stata definita fiacca, vuota, flaccida ci pare abbia detto uno che se ne intende come Massimo D’Alema. I giornali stranieri ci guardano dall’alto in basso.
Un paese strano, con una legge ancora più strana, con un confronto elettorale a base di promesse, nel quale inserire i problemi concretidella gente, proporre soluzioni altrettanto concrete, fattibili è quasi diventato un optional. Ora. addirittura, non c’è più neppure la certezza sulla data del voto. Anzi, al momento, se non viene inventato qualche marchingegno, se non si trova qualche azzeccagarbugli in chiave moderna, si dovrà rinviare il voto. Ad aggiungere stranezza a stranezza, il fatto che nei seggi all’estero dove votano anche cittadini che non parlano la nostra lingua e che non conoscono alcunché di questo paese si sono già depositate schede nell’urna o sono prossimi a depositarle. Vediamo cosa è accaduto, la tegola sulla testa in particolare del ministro dell’Interno, Amato, responsabile della gestione delle elezioni. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal movimento di Giuseppe Pizza la cui lista era stata esclusa dalla scheda elettorale. E’ una vecchia storia fra democristiani ex e non che si sono contesi il simbolo dello scudo crociato che sembrava fosse arrivata ad un epilogo. Invece no, La sentenza del Consiglio di Stato riapre tutto tanto che Pizza ha chiesto il sequestro del simbolo Udc , “che viene usato ancora illegittimamente- dice-nonostante la sentenza che autorizza solo la nostra formazione politica ad utilizzare lo scheda crociato”. Già che c’era un altro democristiano, Angelo Sandri, ha molti dubbi sulla regolarità della campagna elettorale. “ Bisogna riconvocare il Consiglio di Stato- afferma- e per questo ho inviato un esposto al Presidente della Repubblica e al ministero dell’Interno”. Questo Sandri infatti vanta, a suo dire, la titolarità di un altro simbolo con lo scudo crociato, escluso dalle elezioni, quello storico di De Gasperi. Ma la cosa sarebbe ancora troppo semplice. Ecco un’altra complicazione che rende ancora più oscuro il tunnel in cui siamo entrati. Il Consiglio di Stato,infatti, dicono al Viminale, non ha emesso un giudizio di merito ma ha solo accolto l’istanza cautelare presentata da Pizza. Se venisse accolta la richiesta del leader di questo movimento e rinviata la data del voto si potrebbe prospettare un altro guaio. Quando Tar e consiglio di Stato entreranno nel merito possono dar torto al democristiano numero uno, indicando come numero due Sandri e numero tre l’Udc, tanto per distinguere fra ascudi corciati. Se questo accadesse le elezioni dovrebbero essere ripetute. In base a queste considerazioni non si potrebbe neppure ora stabilire una data per il voto. Sarebbe utile attendere le pronunce definitive. Naturalmente tutte le forze politiche sono contrarie al rinvio delle elezioni. Casini, chiamato in causa, si dichiara “del tutto sereno e si rimette alle decisioni del governo”. Berlusconi fa un appello alla Dc perché abbia “senso di responsabilità e rinunci alla richiesta di avere ulteriori giorni per la campagna elettorale e allo stesso tempo rivolgo un appello alla t v e ai media affinché diano la possibilità alla Dc di recuperare spazio”. Insomma quasi un corso accelerato di campagna elettorale. Pizza tiene duro. In realtà, si sussurra, che a Pizza e soci potrebbe essere offerto qualche posto nel nuovo governo che Berlusconi si dice sicuro di portare a casa, o nel sottogoverno. Infine il ministro Amato che, in base alla sentenza, dichiara di non escludere il rinvio delle elezioni”. Governo e Presidente della Repubblica hanno una bella gatta da pelare. In più, la ciliegina sulla classica torta, il duro attacco di Berlusconi al Capo dello Stato, poi, come al solito smentito. Passare dalle parti del Quirinale, dice il capo del “Popolo della libertà”, è come passare “ sotto le forche caudine”. Nel frattempo trova anche il modo di dire no alla proposta del governo di intervenire con un decreto urgente per sterilizzare le tasse sull’aumento dei prezzi a partire dalle materie energetiche.
Il ministero dell’interno ha dato incarico alla Avvocatura dello Stato di proporre ricorso alla Sezioni unite della Corte di Cassazione perchè sia risolta una volta per tutte la quesione della competenza a giudicare sul processo elettorale.

La speranza per il futuro
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