Zipponi : l’esecutivo operi per una ripresa delle trattative con Air France.Le posizioni dei sindacati rappresentano gli interessi reali e dei lavoratori e del paese. IL sostegno delle Rsu. Una campagna di terrorismo antisindacale
Sono ore di attesa. Dalla Francia non arrivano notizie sulla possibile ripresa delle trattative. C’è solo qualche eco sulla stampa francese della decisione del presidente Spinetta di lasciare il tavolo e di considerare le proposte presentate dai sindacati non discutibili.
Dovrei avere una autorizzazione da parte del Consiglio di amministrazione- aveva detto- ma anche se ci fosse e penso che non ci sarebbe, si tratterebbe di tempi lunghi .Noi, invece abbiamo tempi stretti. Chiaramente una modo per sfilarsi, una via di fuga. Forse però uno spiraglio per dare un segnale che il tavolo non era definitivamente chiuso: In queste ore si parla di contatti , naturalmente niente di pubblico e niente di confermato, fra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che ha avuto mandato dal governo di “ sondare” la possibilità di riaprire il tavolo di trattativa. Intanto è tornato a rivolgersi al governo Maurizio Zipponi, responsabile del dipartimento Lavoro e Economia di Rifondazione , chiedendo a nome di Sinistra Arcobaleno una convocazione urgente di aziende e sindacati. “A partire dal presidente del Consiglio-afferma Zipponi- il governo metta in campo tutte le relazioni diplomatiche necessarie per far valere le posizioni dei sindacati che rappresentano interessi reali del paese. In questo senso il governo deve , da subito, convocare le parti, prima separamene e poi operare per la ripresa della trattativa “ Zipponi sottolinea “ tre punti cardine”: nel perimetro dell’accordo sindacale deve essere compresa Az Service, soprattutto in riferimento alla Atitech Napoli, alle
manutenzioni e ai servizi di terra; il servizio cargo non può essere abolito perché movimenta merci
ad alto valore aggiunto con conseguenti attività di logistica e manifatturiere a terra; Malpensa deve poter sostituire velocemente l’assenza di Alitalia come hub.
Da parte sindacale da registrare due fatti: il primo riguarda l’incontro con l’azienda cui l’Alitalia era rappresentata dai manager Giancarlo Schisano e Massimo Cestaio. Assente, dicono fonti sindacali, il nuovo presidente Aristide Police. In quel momento sarebbe stato a colloquio con il presidente del Consiglio per esaminare una situazione molto pesante e ingarbugliata. Il confronto con i vertici aziendali si è soffermato in particolare sul piano predisposto dall’ex presidente Maurizio Prati per affrontare una situazione di emergenza. Confronto che proseguirà mercoledì dopo che il Consiglio di amministrazione avrà deciso le procedure per garantire la continuità aziendale. Era presenta anche il sindacato di categoria della Uil che nei giorni scorsi aveva lasciato il tavolo. Il secondo fatto riguarda la fiducia espressa e il pieno sostegno delle Rappresentanze sindacali aziendali all’azione del sindacato. In questo senso si sono pronunciate le Rsu del gruppo Alitalia volo e terra, Cgil, Cisl,Ugl,Sdl,Anpac,p,Anpav e Avia. Un fatto importante e significativo perché il sindacato è stesso duramente attaccato in questi giorni e “ destabilizzato”, se così si può dire, dai media legati a ai poteri forti ed ha dovuto affrontyare anche un problema di rapporti con i lavoratori, come sempre accade quando si è presenza di vicende che riguardano il posto di lavoro dei cosiddetti esuberi, persone in carne e ossa. Evitare una “ guerra fra poveri”, come si dice a Fiunicino, è indispensabile proprio se si vuole ottenere risultati positivi in una eventuale ripresda di trattativa con Air France. Nel frattempo non accenna a cessare la spudorata campagna berlusconiana con il leader del “popolo delle libertà” in prima persona che continua a operare perché fallisca ogni tentativo di ripresa di trattativa con Air France. Dice Berlusconi: “ Ho rivolto un appello all’orgoglio degli imprenditori italiani affinché Alitalia rimanga italiana e credo che la strada migliore sia continuare in quella direzione”. Gli fa eco Formigoni il quale annuncia che “ il consulente di Berlusconi ha già dei nomi”. Si tratta di quell’Ermolli cui il cavaliere ha dato mandato di aprire una specie di “ colletta”, imbrogliando i lavoratori e tutti gli italiani. A dettta di Formigoni avrebbe già in mano i nomi di alcuni imprenditori interessati. Ma i nomi naturalmente non si fanno perché non c’è in vista alcuna cordata.
”Per quanto riguarda i presunti piani alternativi,- afferma ancora Maurizio Zipponi- ormai è chiaro che il re è nudo: nel caso di un fallimento della trattativa con Air France
nessun imprenditore italiano metterebbe un euro. Nessuna cordata sarebbe
disponibile a salvare l’azienda, neanche se il Cavaliere facesse una
colletta. L’unico vero obiettivo di Berlusconi, e soprattutto della Lega Nord, è
il fallimento della nostra compagnia di bandiera per poterne fare il
solito spezzatino all’italiana e venderlo agli amici degli amici.
L’unica offerta internazionale arrivata con un investimento complessivi
di 9 miliardi e mezzo è quella di Air France, che va modificata. Nomi,
cognomi e cifre almeno pari a quelle di Air France devono essere
comunicati immediatamente per evitare un gioco sporco sulla pelle di
migliaia e migliaia di lavoratori”.

La speranza per il futuro
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