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Zimbawe,ancora una volta i brogli di Mugabe

Vasco De Boves

zimbabwe.jpgIl partito del dittatore si dichiara vincitore delle elezioni. Dura reazione del Movimento per il Cambio Democratico che  tutti i conteggi davano in testa. Tensione in tutto il paese

I risultati delle elezioni legislative tenutesi sabato scorso giungono con il “contagocce”. La conta dei voti, iniziata a chiusura dei seggi, sembra senza fine ed il partito dell’attuale presidente Robert Mugabe – dato per perdente nelle prime fasi delle scrutinio –  è in netta rimonta.

La formazione di Mugabe, lo ZANU-PF, si colloca dunque davanti al Movimento per il Cambio Democratico (MDC), attualmente all’opposizione, che perde il vantaggio delle ultime ore e che contraddice le molte rivendicazioni della propria vittoria, proclamate durante i comizi tenutisi nei giorni appena successivi la consultazione elettorale.
Si compiono in pieno i peggiori pronostici, degli oppositori al regime quasi trentennale di Mugabe, riguardo alla possibilità di brogli. Possibilità che, a tre giorni dal voto, si è trasformata in assoluta realtà.
Lo Zimbawe, indipendente dal 1980 e da allora sotto il controllo di un solo partito (lo ZANU-PF dell’ ultra ottantenne Mugabe), è tornato a votare per il rinnovo del Parlamento a seguito di una decisione presa in modo unilaterale del regime. Una scelta che ha provocato, il 25 gennaio di quest’anno,  lo scoppio di violente proteste proprio in un periodo delicato per il Paese, afflitto da una crisi sociale e politica senza precedenti dall’indipendenza dalla Gran Bretagna. Le elezioni imposte dal Governo non hanno, infatti, accolto nemmeno in parte le richieste di democratizzazione avanzate dall’opposizione, guidata da Morgan Tsvangirai, leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), che voleva più tempo, per riuscire prima a ristabilire un clima di trasparenza per poi andare alle urne. Ciò non è accaduto e le manifestazioni di piazza susseguitesi in quei giorni, hanno lasciato sul campo numerosi feriti. In questo clima di altissima tensione si dovrebbero svolgere, sempre quest’anno, anche le elezioni presidenziali del Paese, dove Mugabe si presenterà per chieder il sesto mandato.
Ma intanto la situazione attuale vede l’attribuzione di 109 seggi, dei 210 totali, al ZANU-PF che otterrebbe due poltrone in più all’Assemblea che il MDC, nonostante l’ultimo riconteggio ufficiale dava in vantaggio gli oppositori al partito del presidente. La macchina del regime sta funzionando, insomma, esattamente come previsto.
L’opposizione  era uscita in difesa dei suoi numeri, che non hanno niente a che vedere con quelli offerti dall’apparato ufficiale. Alcune ore prima di conoscere questi risultati provvisori, Tendai Biti, segretario generale del MDC, aveva convocato una conferenza stampa in cui aveva snocciolato i numeri ottenuti dal suo partito e che, secondo i calcoli, ne garantivano la vittoria.
Il ritardo nel comunicare i risultati definitivi, sarebbe, sempre secondo l’MDC, la tecnica utilizzata da Mugabe per modificare i dati della consultazione – nel 2000, i risultati favorevoli al ZANU-PF, erano pronti già la stessa notte delle elezioni – ottenendo, così, ancora una volta un potere che controlla da ormai 28 anni.
Aumenta intanto la tensione nelle strade. Camionette della polizia sono state dispiegate nella notte in vari quartieri della capitale Harare per mantere la “sicurezza”. Una “sicurezza” che il regime ha tentato di mantenere, in tutti questi anni, attraverso la persecuzione dei leader d’opposizione, la tortura ed i pestaggi.

 

Categoria: Dal Mondo

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