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Alitalia, basta con lo sciacallaggio elettorale

Alessandro Cardulli

20070914_alitalia_vecchio_poster_319x425.jpgI lavoratori non ne possono più di essere oggetti della campagna per le elezioni. Una pausa  di “ approfondimento” nella trattativa che riprende mercoledì. Presidio simbolico al Centro direzionale

Un ‘occupazione simbolica, un presidio dei lavoratori del Centro elaborazione dati e del Centro direzionale Alitalia della Magliana: sono quelli dei call center, dell’informatica, dei servizi di tutta Italia che si fanno sentire mentre si attende la ripresa delle trattative con AirFrance.

Zincati e Spinetta si incontreranno di nuovo mercoledì. L’appuntamento è fissato per le ore 12 ma prima si riunirà il Consiglio di amministrazione di Alitalia che discuterà ancora una volta i tempi della trattativa. Nella serata, forse proprio mentre è in corso la trattativa, per iniziativa della Sinistra Arcobaleno a Fiumicino è previsto un incontro pubblico con esponenti delle istituzioni locali, regionali e nazionali.   I lavoratori che manifestano ormai da diversi giorni davanti alla sede dell’azienda  hanno ben chiari due obiettivi da raggiungere: la tutela dell’occupazione e  la integrità dell’azienda che non può essere,  ancora una volta, frammentata, spezzata, ridotta, come si dice, ad uno spezzatino. E’ questo un punto chiave,una cartina di tornasole della trattativa, perché da come verrà risolto questo nodo dell’unitarietà di Alitalia dipende il futuro dell’azienda, si capiranno le reale volontà di Air France e l’efficacia degli investimenti necessari per il rilancio. Insomma si pone un problema classico ormai delle ristrutturazioni aziendali, il rapporto fra risanamento e sviluppo. Vale questo rapporto per tutti gli eventi economici. In questo caso vale ancora di più perché se è vero che le condizioni in cui versa sono al limite  del fallimento, salvaguardare identità aziendale, professionalità , dignità e diritti dei lavoratori significa davvero volontà di rilancio e non operazione di pura rapina finanziaria, il grosso che mangia il piccolo. E’ questo il senso della lotta che vede impegnati lavoratori e sindacati . Alle preoccupazioni per il posto di lavoro e per l’unitarietà aziendale si aggiunge però un fatto che accresce il disagio, il malessere di migliaia di dipendenti: si chiama sciacallaggio elettorale che è altra cosa dal confronto, il dibattito anche  con le forze politiche, le istituzioni. Ogni giorno ormai l’Alitalia è diventata oggetto di campagna elettorale da parte di Berlusconi e della destra. E’ormai un vero e proprio coro di cui si fanno cassa di risonanza i mezzi di comunicazione. Parla  l’ex presidente del Consiglio e con lui i cortigiani, che dimentica gli uomini che ha voluto a dirigere l’azienda che hanno fatto le proprie, personali fortune e le disgrazie della compagnia di bandiera. Altro che retorica sulla  compagnia di bandiera! Tutte cose che i lavoratori non possono dimenticare così come non dimenticano che proprio lo “ spezzatino” prende corpo, Berlusconi imperante. Oggi, dicono, non è tollerabile che si rimandi tutto a dopo le elezioni così come vuole Berlusconi il quale ogni giorno agfferma che quando sarà presidente del Consiglio chiamerà i suoi amici imprenditori e la cordata, come per incanto, nascerà e su Alitalia tornerà a splendere il sole. Ora Berlusconi accelera i tempi ed opera alla luce del sole e anche nell’oscurità di trame di cui è maestro, perché la trattativa con i sindacati fallisca. Altrimenti dovrà essere lui a mettere il sigillo sull’eventuale accordo sindacati- Air France. Eventualità che non intende neppure solo pensare. Proprio mentre sembra aprirsi un qualche spiraglio, gli uomini del cavaliere pongono sempre nuovi problemi. Intanto Malpensa, collegato all’Expo  che nel 2015 si svolgerà a Milano, torna ad essere per la destra, un punto fondamentale per le sorti di Alitalia. Poi la  richiesta di una presenza di un socio italiano nell’azionariato e  altre rivendicazioni che si fanno circolare, certo non al tavolo della trattativa ma fanno parte dei veleni che ogni giorno Berlusconi e soci immettono nelle fragili vene del confronto Air France-sindacati Ormai si contano i giorni. Al voto mancano dodici giorni, per Alitalia molti  di meno. Davvero siamo al momento della verità

Categoria: Lavoro

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