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Alitalia, i misteri della Uil che abbandona la trattativa

Sandro Carli

20070914_alitalia_vecchio_poster_319x425.jpgMercoledì incontro a Fiumicino fra Sinistra Arcobaleno e lavoratori. Tutti gli altri sindacati proseguono il confronto con Air France che si fa sempre più difficile

“Prospettive dell’aeroporto “ Leonardo da Vinci. Quale futuro per l’Alitalia. Occupazione e lavoro precario”: su questi temi la “Sinistra –Arcobaleno”, in tempi insospettabili aveva convocato una assemblea a Fiumicino dove si vota anche per il rinnovo della amministrazione comunale.

L’incontro con i lavoratori è previsto per mercoledì “ aprile e si svolgerà al Palace Traiano di Fiumicino, proprio a ridosso della difficile trattativa che è in corso fra sindacati e Air France. Forse  già si conoscerà l’esito di un confronto che si svolge in un clima sempre più turbolento, con acque che si agitano e segnano tempesta. Marco Trasciani, portavoce di Sinistra Arcobaleno Alitalia, sottolinea che, proprio per questa situazione così complicata, l’incontro assume maggior significato perché “ c’è bisogno di una presenza delle istituzioni, sempre mancata”. Si riferisce sia  ai governi nazionali, a partire da quello di Berlusconi, sia al Comune che da quando è stato amministrato dal centrodestra sembra aver cancellato la parola aeroporto . Al confronto con i lavoratori non a caso sarà presente il candidato sindaco di Fiumicino del centrosinistra ,Giancarlo Bozzetto,  il vicepresidente del Senato Cesare Salvi,l’assessore regionale al bilancio,Luigi Nieri, Giuseppe Argirò, capolista della Sinistra Arcobaleno al comune, Vittorio Mantelli, candidato della Sinistra Arcobaleno al consiglio provinciale. “ E’ una presenza importante quella che mettiamo in campo- sottolinea Trasciani che interverrà  nel dibattito- sia nel senso di un impegno a tutela dei lavoratori di questo grande aeroporto sia per delineare una politica di settore. Si tratta di riempire un vuoto lasciato dalle istituzioni, di impostare una politica dei trasporti, al cui interno Alitalia può giocare un ruolo fondamentale”.  Se è vero che il clima non è dei migliori è anche vero che proprio in un momento così scottante Sinistra Arcobaleno può e deve dire una parola chiara e concreta.  “ Fiumicino, la città del volo”: è una proposta politica che si va a misurare con una battaglia dei lavoratori e dei sindacati per garantire un futuro per Alitalia e per i posti di lavoro. In questo quadro la trattativa che ha preso il via e che, forse, proseguirà per alcuni giorni non nasce sotto i migliori auspici. Già la posizione prospettata dal presidente di Air France, Spinetta, ai sindacati non era proprio il non plus ultra. Queste le nostre proposte, aveva detto in sostanza Spinetta, senza muoversi di un millimetro dal piano già presentato ai sindacati. Fateci le vostre osservazioni. A questo si è aggiunta, all’improvviso, una decisione presa dal rappresentante della Uil che si è sfilato dal tavolo ed ha abbandonato la trattativa. Poiché lo stesso presidente di Air France prevede che per il buon esito della vicenda ci sia il consenso del nuovo governo, tanto vale che la trattativa stessa si svolga dopo le elezioni:una posizione, questa della Uil, che ha creato sconcerto fra le altre sigle sindacali, tutte rimaste al tavolo compresa l’associazione dei piloti. Sconcerto anche fra i lavoratori che a centinaia continuano a presidiare  il centro direzionale  di Alitalia alla Magliana. Il segretario della Uiltrasporti, Giuseppe Baronia, abbandonando il tavolo ha detto che “ ion saranno certamente le due settimane che mancano alla elezioni che determineranno il fallimento di Alitaia, che sono davvero poca cosa  se comparate ai lunghissimi mesi di inspiegabile e colpevole silenzio del governo Prodi che ha finora precluso al sindacato ogni possibilità di confronto”. Anche dando per buone queste affermazioni, sorge spontanea una domanda: ora che la trattativa è aperta e che anche a parere di tutti gli altri sindacati è l’unica via percorribile, non essendoci  alcuna cordata in vista,  perchè chiamarsi fuori? Si dicve fra  i lavoratori:si lascia il tavolo quando si rompe, quando non ci sono più le condizioni per una trattativa. Ma non era questa la fase attuale. Allora perché rischiare il commissariamento o addirittura il fallimento, con una mossa così avventata? Certo il confronto con Air France è di quelli, per ricordare un grande film francese, all’ultimo respiro. I nodi sono tutti sul tavolo. Ma arrivare con un possibile accordo al dopo elezioni e quindi porre al nuovo governo il problema di non ignorare l’esito di una trattativa e arrivare con un rinvio, un nulla di fatto, un niente o, peggio, con il commissariamento, lo sfascio dell’azienda, è cosa ben diversa. Insomma è come giocarsi la pelle dell’orso prima che questo sia morto. Se ad una trattativa così difficile si aggiungono le misteriose manovre della Uil trasporti, il gioco si fa sempre più difficile e la pallina della roulette può addirittura smettere di girare.

Categoria: Lavoro

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