I lavoratori di Fiumicino con i sindacati discutono le proposte di Air France. Necessarie certezze e garanzie.
Una lunga, partecipata assemblea dei lavoratori con i sindacati. Siamo nel piazzale dell’aeroporto di Fiumicino dove si fermano i pulmann, nei pressi delle mense. Il piano presentato da Air France e del quale si discuterà nell’incontro di lunedì fra Spinetta, il presidente del gruppo, e i dirigenti delle nove sigle sindacali, viene esaminato in tutti i suoi aspetti.
Molte sono le critiche in particolare perché si avverte la mancanza di garanzie per il futuro . E’ questo il testo, insieme ovviamente alla quantità di “esuberi2,brutta parola perché si tratta di donne e uomini in carne e ossa che resta elevata, troppo elevata. Tanto che appena conosciuto il piano è volata nuovamente la parola “ inaccettabile”. Ma la decisione che è emersa anche dalla assemblea dei lavoratori è quella di continuare a trattare, con la fiducia di riuscire ad ottenere quello che ancora oggi Spinetta non ha messo sulla carta. Nel documento presentato dal presidente di Air France - Klm non c’è traccia della possibilità di venire incontro alle richieste dei sindacati. Ma -si è detto- quando ci si siede ad un tavolo non può essere per dire “prendere o lasciare”. Questo significherebbe chiudere definitivamente e non pare essere questa l’’intenzione di Spinetta. Si parla infatti di come proseguire la trattativa dopo l’incontro di lunedì. E’altresì vero che ci si attendeva qualche cosa di più, qualche apertura, qualcosa di meno generico, in particolare sui punti caldi della vicenda. Per quanto riguarda gli esuberi non ci si muove dai numeri messi per scritto fin dall’inizio: si tratta di circa 2100 persone fra piloti, assistenti di volo e personale delle attività di servizio. Ma, conferma Spinetta, “ nessuno verrà messo in mezzo alla strada” Saranno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali possibili ma non ci sono ancora le garanzie, perché, appunto, “ nessuno resti per strada”. E questo , oltre al numero ritenuto molto elevato, è un punto chiave della trattativa perché “il compito del sindacato è quello di tutelare i lavoratori”. Vediamo, in sintesi, quello che realmente propone Air France-Klm, al di là di indiscrezioni, diverse le une dalle altre, riportate in queste ore da agenzie di stampa. Leggendo fra le righe del documento, c’è da dire che si tratta di un vero piano industriale,di una ristrutturazione pesante. Air France parla di tre hub, tre scali, Parigi, Amsterdam, Fiumicino, una vera e propria rete, con un forte investimento sul marchio Alitalia pari ad un miliardo di euro. C’è una novità e riguarda la disponibilità ad accogliere più persone in Alitalia Flay provenienti da Alitalia servizi per un totale di circa 3700 lavoratori, in un quadro di unità di impresa. Per il rimanente personale viene mantenuto l’impegno al cosiddetto 4+4. Per quattro ani e poi per altri quattro rimarranno ad operare direttamente per Alitalia. Già oggi metà dei lavoratori fa capo alla finanziaria Fintecna e continuerà in questo modo. Ma vengono chieste precise garanzie che oggi non ci sono ancora sul futuro di tutti questi lavoratori. Resta fuori il cargo, il trasporto merci con i cinque aerei di Malpensa. A Fiumicinio oggi le merci vengono imbarcate su aerei sui quali resti dello spazio disponibile dopo la sistemazione del bagaglio dei passeggeri. Il piano di Spinetta non va oltre il 2010 per questo settore. Poi, il punto cruciale, i tagli alle rotte. 37 areei rimarrano a terra. Si tratta di 16 MP80, 18 aeromobili usati per rotte a piccolo raggio,regionali e di 3 B767 per rotte a lungo raggio.

La speranza per il futuro
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