Sinistra romana si è inguaiata
Peccato. L’Associazione che per prima ha aderito al progetto di Rifondazione- Sinistra Europea, che ha promosso gli “ incontri” del Colosseo, uno storico teatro di Roma , con Fausto Bertinotti, Patrizia Sentinelli e Pietro Folena, che ha fatto da levatrice a Uniti a Sinistra, vive un periodo non facile. L’attuale leader , Pino Galeota, che fa parte anche del coordinamento nazionale di Uniti a Sinistra,consigliere comunale eletto nelle liste di Rifondazione, ha deciso di cambiare casacca e di collocarsi, di fatto, nel Pd.
Si chiude così nel peggiore dei modi un periodo travagliato della vita della Associazione. Prima la sostituzione del presidente , con il consenso, esplicito o no non conta, di Pietro Folena, perché ritenuto troppo vicino a Rifondazione e il passaggio del testimone nelle mani di Galeota. Poi una sempre più netta presa di distanza, anche nello svolgimento del ruolo di consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura del Campidoglio dal gruppo consiliare del partito che lo aveva candidato e eletto. Ora l’attacco pesante, grave, a Sinistra –Arcobaleno. Scrive Galeota, che non è stato ricandidato nelle prossime elezioni, dopo aver transitato in Consiglio comunale per tre o quattro legislature, che il suo obbiettivo era una Sinistra unita e senza aggettivi. Aggiungiamo che avrebbe voluto subito il partito unico con Rifondazione, Verdi, Pdci, Sinistra democratica, associazioni e movimenti, . Perciò aveva salutato l’uscita di Mussi dai Ds come un evento storico, criticando duramente la nascita del Pd. Ora parla della Sinistra –Arcobaleno “ in cui ci hanno obbligato a metterci insieme “ come un contenitore “ senz’anima,indistinto,senza sogni e progetti, che sembra assemblato solo per salvare la pelle, le posizioni e le proprie casematte”. Potremo finire così. La parabola dal partito unico della Sinistra, una vicenda squallida non merita alcun commento. Invece dallo squallore si passa alla farsa. Rende noto Galeota che gli è stata recapitato una lettera da parte di due autorevoli esponenti del Pd, Claudio Mancini, assessore regionale al turismo( non è un caso che l’ex consigliere comunale sia stato anche presidente della Commissione speciale turismo del Campidoglio ndr) e Umberto Marroni, autorevole dirigente dei Ds prima e ora del Pd. SI mostra “ sorpreso “ della lettera che gli fa “piacere”. Nella lettera, guarda caso, i due del Partito democratico gli comunicano “ il nostro rammarico nell’aver appreso delle tua mancata ricandidatura”. Gli fanno presente che sarebbe utile, loro che nei Ds erano nella destra del partito, “costituire nel nuovo soggetto politico una forte componente di Sinistra”. E già che ci sono gli “offrono un punto di riferimento al lavoro e alle iniziative da te avviate.” Ci piacerebbe -concludono continuare insieme a Te questa esperienza”. In parola povere, al di là delle delicatezze del linguaggio, offrono un qualcosa, una consulenza forse. L’accettazione di Galeota è pronta e senza dubbi: “ Ho in questi anni lasciato cadere le vostre sollecitazioni. Oggi a situazione data e di fronte alla vostra lettera mi sento di accettare la proposta di avviare con voi, da altra posizione, una fattiva collaborazione nelle sedi istituzionali dove svolgete e svolgerete la vostra attività”. Ancora più stupefacente è la prima reazione di due dirigenti di Sinistra romana, la vicepresidente dell’Associazione, Elena Canali e Bruno Ceccarelli, coordinatore e responsabile organizzativo. E’ vero che prendono le distanze e confermano l’obiettivo di Sinistra romana che è quello di dar vita alla nascita di un nuovo soggetto unitario e plurale della sinistra e che considerano “ le posizioni politiche assolutamente personali espresse da Pino Galeotta, non condivisibili”. Parlano di rilancio dell’Associazione, di sforzo organizzativo. Ma, beata ingenuità, affermano che tutto sarebbe andato bene se, come era stato discusso con Galeota nell’esecutivo di Sinistra romana, si fosse trattato solo di una “ attività professionale”. “ Professionalmente-scrivono-è è perfino normale e utile che ciascuno possa impegnarsi al meglio in una attività, anche di collaborazione o di consulenza in cui ritiene di essere utile”. Ma guarda. Davvero una novità: Come è noto non si tratta di consulenze aziendali o professionali, Galeota, fra l’altro, è un bancario. Ma di consulenze o collaborazioni politico-istituzionali con chi fa parte di un diverso partito. Conoscendo i due esponenti del Pd, giustamente dal loro punto di vista, niente è “a gratis,” come si dice a Roma

La speranza per il futuro
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