S…parlano di noi
Un episodio curioso . Una agenzia di stampa pubblica una notizia, o meglio un corsivo, scritto da un giornalista di grande professionalità. Una specie di “divertimento” in cui si mettono in competizione il nostro giornale con Rosso di sera. La competizione riguarda editorialisti e commentatori delle due testate.
Noi,da quando siamo usciti, facciamo del nostro meglio per avere firme qualificate e non proviamo gelosia di sorta nei confronti del giornale di cui, peraltro, siamo stati cofondatori con Pietro Folena, portavoce di Uniti a sinistra. Così non è per il direttore editoriale di Rosso di sera, che è anche portavoce di Folena Pare infatti non abbia digerito che un autorevole esponente di Rifondazione abbia inviato gli auguri ai lettori del nostro quotidiano e non a quello di cui non è, come dice l’agenzia, il direttore Come risulta dalla registrazione in tribunale il direttore responsabile è altra persona.. Lui è solo il rappresentante diretto dell’editore. Nella gerenza infatti viene qualificato come direttore editoriale. Ci sono delle regole che tutelano i direttori, la loro autonomia e via dicendo. Ma tralasciamo. Andiamo al sodo. Sempre nella agenzia di stampa si legge un giudizio dell’addetto stampa di Folena relativo alla nostra testata in cui si spiega perché esistono due giornali e non più uno solo, Rosso di Sera, di cui,appunto, era direttore Alessandro Cardulli con l’attuale direttore editoriale come condirettore. Scrive infatti:” Cardulli voleva fare un giornale del tutto ripiegato su Rifondazione, noi invece ci teniamo alla nostra autonomia”. Vogliamo augurarci che il virgolettato sia una “ forzatura di agenzia”.Infatti non ci permetteremo mai, per rispetto dell’attuale direttore di Rosso di sera, di definire quella testata come un giornale al servizio di una persona, una testata di famiglia. Comunque basta leggere i nomi di chi fa parte del comitato editoriale di Sole rosso per capire che non siamo “ripiegati” su alcuno. Non è nella nostra storia professionale e politica. Allora, si chiederanno i nostri dieci lettori, perché dar vita ad una nuova testata? Perché vi siete separati? Si tratta di una brutta storia di cui hanno fatto parte anche violenze verbali e non solo. Neppure il più bieco degli editori se ne sarebbe macchiato. Ma in campagna elettorale è meglio guardare avanti. Giova a tutti. Ci viene a mente, per finire, quanto diceva la mamma di Bambi, quel cerbiatto la cui storia narrata da Walt Disney ha fatto piangere bambini e genitori: “ Quando non sai cosa dire è meglio che non dici niente”. Un ottimo consiglio.

La speranza per il futuro
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