Un incontro intenso con tante domande di ragazze e ragazzi. “ Partecipare significa anche fare una scelta di parte”. Il valore e il significato del movimento altermondista
Il candidato premier della Sinistra l’Arcobaleno ha incontrato ieri i giovani di Roma.E’stato un incontro intenso e partecipato, Bertinotti ha chiesto subito ai ragazzi di dargli del tu e ha risposto ai dilemmi di una generazione cresciuta con la crisi della politica, l’ombra scura delle torture di Genova e la legge Biagi.
Nelle prime file ragazzi e ragazze con capelli colorati, piercing e tante domande da fare. L’interrogativo che le racchiudeva tutte, «perché fare politica?», è stato posto subito a Bertinotti che ha risposto raccontando la sua esperienza, il passaggio dalla politica che era un po’ letteratura «quando leggevamo Calvino e Pasolini, nell’Italia del dopoguerra che aveva dimenticato in fretta la Resistenza», all’acquisto di una sempre maggiore consapevolezza del conflitto di classe che stava sorgendo nell’Italia del boom, fino al momento più importante della storia politica italiana del Novecento, con il risveglio del ‘68. «Quel movimento è stato straordinario perché per la prima volta erano in piazza giovani studenti e giovani operai, molti emigrati dal Sud a Nord per lavorare, per dieci anni quel movimento ha vinto sconfiggendo i padroni. E quando dico padroni intendo una classe non solo economica, parlo di padroni in tutti i sensi, quelli che vogliono possedere non solo il corpo, ma anche l’anima delle persone. Poi ci sono stati venticinque anni in cui il capitalismo italiano ha dilagato, aiutato dalla politica, perché pure chi aveva il dovere di resistere non l’ha fatto». E’ stato duro, il leader della Sinistra, nel definire oggi l’Italia «un paese che fa schifo», ma proprio per questo, ha detto, bisogna fare politica, per non diventare una parte dell’ingranaggio. L’esempio più volte citato da Bertinotti è stato quello del movimento altermondista, delle grandi battaglie contro la globalizzazione che vedono protagoniste decine di migliaia di persone in tutto il mondo, «buttatevi nella politica perché si può ricominciare il cammino». Tra le questioni poste dai presenti l’effettività del diritto allo studio e dell’accesso all’istruzione universitaria, i diritti dei migranti e la difficoltà incontrate dalle seconde generazioni. Una ragazza molto giovane ha espresso al candidato premier le sue perplessità sui processi agli agenti di polizia imputati per le atrocità di Genova. «Nella storia della Repubblica ci sono molti buchi neri. Dobbiamo fare in modo che sul G8 si sappia la verità». A chi poi gli ha chiesto come si debba partecipare alla vita politica, Bertinotti ha risposto che partecipare significa non solo prendere parte, ma anche fare una scelta di parte.

La speranza per il futuro
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