In due mesi due operai perdono la vita. Rinaldini (Fiom): ci costituiremo parte civile. Giordano: una guerra scatenata contro i lavoratori.
Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, chiede al ministro della salute l’immediata convocazione delle parti, annuncia che il sindacato dei metalmeccanici si costituirà parte civile. Eè questo la risposta immediata alla morte di Mimmo Monopoli avvenuta alla Fiat di Melfi.
In due mesi due operai hanno perso la vita in questo stabilimento. Una situazione non più sostenibile, dice Rinaldini, accusando in modo esplicito la Fiat e la gestione di questa stabilimento per quanto è avvenuto. Immediata è stata anche la reazione dei lavoratori. Immediata anche l’iniziativa di Rifondazione comunista e dei candidati della Sinistra –Arcobaleno. Franco Giordano nel corso di un volantinaggio davanti ai cancelli della Fiat Mirafiori, parlando con gli operai ha definito la situazione come “ del tutto insopportabile”. “ A Melfi – ha affermato- è morto un altro operaio,un’altra vittima della guerra unilaterale scatenata dalle aziende contro i lavoratori”. Mimmo Monopoli è morto mentre stava lavorando al turno di notte e. prosegue Giordano,” sarebbe bene che tutti riflette4ssero sulle modalità di questa ennesima tragedia e soprattutto dovrebbero pensarci molto bene tutti quelli che propongono di scambiare gli aumenti salariali con l’incremento della produttività e di detassare gli straordinari. Le conseguenze di una simile strategia non potrebbero essere altre che un ulteriore dilagare dell’eccidio dei lavoratori”. Sono intervenuti anCHE Titti De Simone, candidata capolista alla Camere per la Sinistra Arcobaleno in Basilicata e Maurizio Zipponi , candidato capolista per la Sinistra. Arcobaleno in Lombardia 2. Accusano l’azienda di “indisponibilità ad operare a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e perfino a partecipare agli incontri convocati in prefettura e a livello ministeriale” Questa ennesima tragedia è imputabile ai ritmi di lavoro sempre più ossessivi, alla mancanza di formazione e informazione, dicono i lavoratori che parlano di “ rischi derivanti dalla spasmodica contrazione dei tempi”. Le responsabilità della Fiat vengono denunciate senza mezzi termini da Di Salvo e Zipponi. “ Melfi si conferma- sostengono -come il punto più sensibile per la condizione operaia e per la sicurezza del lavoro. E’ indispensabile uno sforzo adeguato di tutte le istituzioni preposte alla prevenzione e alla vigilanza. Con la nuova legge gli spazi di intervento sono più ampi, non cin sono più alibi per nessuno: dalla Asl agli ispettorati del Lavoro, alla stessa magistratura. “ In questo quadro- concludono De Simone e Zipponi- l’impegno a mettere al centro della iniziativa “ le condizioni di lavoro alla Fiat di Melfi e saremo al fianco dei lavoratori nella mobilitazione cui daranno vita”

La speranza per il futuro
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