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A studenti e immigrati, posti letto a peso d’oro

Maria Sole Cardulli

stor_5947520_58400.jpgA Roma volantini anonimi  “ offrono”camere e appartamenti a  “non residenti”. Chi sono gli affittuari? Chi possiede appartamenti in tutta Roma? Ti risponde solo un cellulare!

Un volantino, lasciato sulle macchine parcheggiate fra la stazione Termini e l’Università La Sapienza, offre stanze e case in affitto…

una camera doppia sulla Tiburtina a 650 € al mese, più le spese, una singola a San Lorenzo a 460 €, un appartamento di 45 mq a Pietralata a 700 €, e altri affari del genere. Eppure non sono i prezzi l’aspetto più sconcertante del volantino. Per approfittare delle offerte bisogna chiamare un telefono cellulare, ma non è indicato alcun referente. Chi è l’affittuario? Un privato che possiede appartamenti in tutta Roma? Una società immobiliare, che però evidentemente si guarda bene dal fare pubblicità al suo nome? Una società di mediazione? Chiunque sia, specifica però molto chiaramente chi sono i destinatari dell’offerta: l’aspetto più chiaro del volantino è che gli immobili si affittano a “studenti/esse e/o lavoratori/ci non residenti”. Gli studenti fuori sede sono una categoria notoriamente soggetta a offerte d’affitto esose: soprattutto se si cerca una stanza vicino all’università i prezzi lievitano. Raramente però i fuori sede dispongono di mezzi di locomozione propri: da qui la tendenza a cercare camere vicino all’università o comunque ben collegate dai mezzi pubblici, il che, in fatto di prezzi, rappresenta la stessa cosa. D’altronde garanti sono spesso genitori disposti a sostenere le spese dei figli, dunque l’affitto a studenti rappresenta un investimento garantito, che consente di moltiplicare i guadagni. Se affitto a studenti sei posti letto, due per stanza, in un appartamento con tre camere da letto (ma anche due camere e un soggiorno riadattato), guadagnerò una cifra molto più alta che affittando l’appartamento intero: basta fare i conti alla luce del volantino in questione per credere. Ma non è finita qui. Il volantino infatti è rivolto non solo a studenti, ma anche a lavoratori non residenti. D’altronde è scritto solo in italiano, su semplice carta bianca, insomma niente che possa attirare l’attenzione di  uomini d’affari in cerca di un pied à terre a Roma. Che quei lavoratori possano essere extracomunitari in cerca di un tetto da mettere sopra la testa? Questa è l’ultima questione che il volantino pone: come può un lavoratore che spesso ha solo impieghi occasionali permettersi 700 euro al mese d’affitto? Forse la soluzione è dividere la spesa con altri connazionali. Settecento euro diviso cinque, sei, sette è una cifra molto più bassa, e anche se bisogna vivere in 45 mq, si ha comunque un posto, un dormitorio, dove andare la notte. Il problema poi si pone quando si avviano le pratiche per il ricongiungimento familiare e ci si accorge che quei metri non sono sufficienti per far venire in Italia i propri parenti. Ma è una questione che non riguarda l’anonimo redattore del volantino.

Categoria: Libertà Civili

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