
Oggi la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle Fosse Ardeatine
Credo che il martirio delle Fosse Ardeatine sia il fatto più rappresentativo di una vicenda terribile di persecuzione, e di ricorso anche al crimine più efferato, da parte dei nazisti occupanti e di chi li aiutava in questa tristissima impresa. Vedere ogni ano qui anche i parenti delle vittime e i rappresentanti di nuove generazioni è importante e confortante, perché qui è accaduto qualora cher non dimenticheremo mai. Come non dimenticheremo mai tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita”: con queste parole semplici, toccanti, ma ferme come un monito severo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, ha commemorato il 64° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. 335 italiani furono barbaramente uccisi per ordine del colonnello Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma. Lui stesso scelse come luogo dell’eccidio le cave di pozzolana e con il capitano Enrich Priebke stilò l la lista dei condannati a morte per rappresaglia contro un atto di guerra quale fu l’attacco ad una colonna di polizia tedesca a via Rasella da parte dei partigiani. Alla cerimonia erano presenti i presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti,il ministro della Difesa, Arturo Parisi. Rosina Stame, presidente della associazione per i caduti per la libertà Anfim, Rosina Stame, si è rivolta ai giovani, che ogni giorno con delegazioni delle scuole visitano il luogo dell’eccidio, chiedendo loro “ un impegno a fare da ponte tra le generazioni. Quel terribile passato che abbiamo vissuto non deve ripetersi più”.

La speranza per il futuro
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