Incontro sindacati, Alitalia, Air France tutto in salita. La cordata di Berlusconi era solo un “appello”. Migliore(Rifondazione): “ Era auspicabile l’ipotesi che fosse proprio lo Stato a investire”
Per cercare di capire quali siano le prospettive, a breve ed a più lungo respiro, per l’Alitalia basta seguire i dati di borsa. Ore 9,32 di martedì il titolo non apre per eccesso di rialzo toccando un teorico+87,92%. Alle 10,37 Alitalia non riesce a scambiare.
Gli ordini di acquisto segnano un forte scostamento rispetto al prezzo di riferimento. Il rialzo teorico scende a +38,7. Alle 11,52 la compagnia di bandiera perde quota a Piazza Affari: il titolo è sospeso per eccesso di ribasso. Alle 12,12 il titolo rientra in gioco e vola a +28%. Alle 14,52 il titolo è ancora forte ed avanza del 18% proprio mentre inizia un incontro che potrebbe essere decisivo fra le nove sigle sindacali e i vertici di Air France e Alitalia. Potrebbe, ma con Alitalia mai dire mai. E’ la regola cui ci deve attenere. L’esempio più eclatante viene ancora una volta da Berlusconi o meglio dal suo fedele portaborse,Paolo Bonaiuti il quale fa notare che il cavaliere “ ha lanciato semplicemente un appello sottolineando che ad adiuvandum si sarebbero potuti presentare anche i suoi figli.” Si scopre così che,come al solito, Berlusconi si era dedicato alla sua attività preferita: il bluff dimenticando che non si tratta di una partita a poker ma del futuro di una grande azienda e di migliaia di lavoratori. Lavoratori che avvertono in modo sempre più drammatico la gravità della situazione e che a centinaia hanno presidiato la sede centrale dell’Alitalia a via della Magliana. Sono arrivati anche dall’Atitch di Napoli portando uno slogan xche non ha bisogno di commenti: “ Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Drammaticità e tensioni hanno caratterizzato una giornata in cui è sembrato che più della trattativa ripresa fra sindacati e aziende e più delle presunte “ aperture” tutte da verificare sia balzato sempre più in primo piano la polemica fra le forze politiche,. La campagna elettorale, secondo alcuni, avrebbe fatto da deterrente per le, sempre presunte, aperture dl capo di Air France, Jean Cyril Spinetta. Si dice che la compagnia francese avrebbe dovuto, per forza di cose,ammorbidire la sua posizione. Ma dalle prime indiscrezioni sull’esito dell’incontro risulta che le annunciate novità non ci sarebbero anche se Spinetta ha detto che lui è abituato a vincere e a non fallire. In realtà, ci pare, che la campagna elettorale abbia reso tutto più difficile. Non solo. Proprio in giornali che dovrebbero informare non danno una visione corretta della realtà. In primo luogo dimenticano che la crisi di Alitalia non nasce oggi e che lo stesso governo Berlusconi porta pesanti responsabilità per quanto oggi sta avvenendo. E’ Gennaro Migliore capogruppo uscente di Rifondazione alla Camera a ricordare che “Alitalia è un’azienda strategica che come tante rischia l’effetto fallimento e spezzatino e quindi bisogna lavorare attivamente contro chi sta costruendo le condizioni per arrivare a questo fallimento”. “ Non capisco- prosegue- per quale motivo non si sia mai presa in considerazione l’ipotesi che fosse proprio lo Stato ad investire per rilanciare tecnologicamente e commercialmente Alitalia”. E all’intervento pubblico fanno Riferimento Fausto bertinotti e Franco Giordano il quale respinge le insinuazioni, ovviamente del tutto ridicole , di un asse con Berlusconi. Leggendo dichiarazioni che con il passar delle ore diventano sempre più ingombranti a fronte di una delicata e complessa trattativa, anche ad oltranza come ha detto Spinetta ci si rende conto della distanza fra la politica della destra ed anche del Pd e i problemi reali del paese.

La speranza per il futuro
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