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Le armi di Bush per il padre-padrino del Kosovo

Sergio Vasarri

kosovo_pol98.jpgUna scelta senza valutarne le conseguenze. Kostunica esprime forte risentimento per la decisione del presidente Usa. La storia di una formazione paramilitare con gli istruttori della Nato

Poche ore fa l’agenzia di stampa serba, Tanjug, riporta le parole del primo ministro dimissionario Vojislav Kostunica con cui viene espresso forte risentimento circa la decisione di George W. Bush di inviare armamenti in Kosovo a difesa della sua indipendenza.

Per Kostunica si tratta “di un altro grave passo falso degli Stati Uniti nel riconoscimento di un’illegale e unilaterale dichiarazione di indipendenza”. Perche tale ostinazione?
Mentre gli USA, l’UE e l’Occidente libero e democratico si dannano l’anima per giudicare i governi e i governanti ai quattro angoli del Globo, accolgono a braccia aperte il nuovo paladino della libertà e dei diritti nella Vecchia Europa: il neo autoproclamato premier del Kosovo indipendente Hashin Thaci. Lui e suoi sostenitori, maggioranza-guida nell’ex-provincia serba, ricevono la pacca sulla spalla di Bush, Sarkozy, Prodi&D’Alema e tanti altri leader occidentali che, dal profilo di Thaci vi apparirà estremamente chiaro, o sono ignoranti e inconsapevoli, o sono conniventi o indifferenti. Ma non può essere l’indifferenza a guidare scelte così importanti e foriere di conseguenze ancora tutte da valutare.
Il nostro nuovo “amico” nei Balcani, Hashin Thaci, inizia la sua attività politica nelle comunità albanesi e kosovare in Svizzera, per tornare poi in Kosovo nel 1993 col nome di battaglia di Gjarpëri, il Serpente, in qualità di responsabile per il reperimento di finanziamenti e armi dell’UCK, l’esercito di liberazione del Kosovo. Sono gli anni della crescita della formazione guerrigliera paramilitare che rivendica l’indipendenza per la provincia a maggioranza albanese. Nel 1996 l’UCK detiene il controllo di buona parte del territorio kosovaro, anche grazie alla fornitura di armi e di istruttori da parte della NATO. La crescita dell’UCK va di pari passo con quella di Thaci che, in pochi anni, si ritaglia un ruolo da protagonista, spesso attraverso l’eliminazione fisica dei sostenitori di fazioni interne avverse alla sua.
E’ proprio lui, nel marzo 1999, a firmare per l’UCK gli accordi di Rambouillet, il cui fallimento porterà all’offensiva serba e ai bombardamenti NATO. Secondo tutti gli analisti internazionali, e autorevoli firme del The Times e del Washington Post, Thaci e l’UCK hanno fitte relazioni con il crimine organizzato e ricavano finanziamenti per la loro lotta dal traffico di eroina e dalla tratta delle schiave della prostituzione. Il Kosovo diventa quindi una tappa obbligata, e un porto sicuro, per i maggiori traffici internazionali di droga, armi, ragazze da avviare ai mercati del sesso, anche grazie ad una struttura bancaria non troppo selettiva nel ponderare la provenienza di ingenti flussi monetari stranieri..
Secondo le medesime fonti, anche al giorno d’oggi l’UCK, formalmente disciolto, detiene il controllo del territorio kosovaro tramite milizie armate, il traffico di stupefacenti e di armi e lo sfruttamento della prostituzione. Il tutto nonostante molti dei suoi affiliati siano accusati di crimini contro l’umanità per massacri e torture.
In questo bel quadretto, il 17 febbraio 2008 arriva l’autoproclamazione di indipendenza. Il primo riconoscimento, non ci crederete, arriva dall’Afghanistan, altro protettorato USA, in cui scorrazzano liberamente i signori dell’oppio, componente essenziale di quell’eroina che ha bisogno del magazzino-Kosovo per essere smerciata in Occidente. Secondo riconoscimento da parte dell’Albania del Presidente Sali Berisha, che con Thaci condivide progetto della Grande Albania, altro alleato di ferro di Bush e fiero compagno di partito - nel Partito Popolare Europeo – di Berlusconi e Fini. Chiare le ragioni della scelta?
 

Categoria: Dal Mondo