Patrizia Sentinelli : gli elementi di novità nell’azione di governo. Rammarico per la mancata riforma . Bertinotti: quattro coordinate sulle quale muoversi
“La costruzione di un diverso modello di sviluppo che contrapponga alla competizione la cooperazione richiede che i grandi temi della politica estera, quali pace, guerre e disarmo entrino con forza nel dibattito politica e nella campagna elettorale”.
La Viceministra degli Esteri con delega alla cooperazione Patrizia Sentinelli ha fatto gli onori di casa in occasione dell’iniziativa svoltasi al Cinema Farnese sui temi della cooperazione e a cui ha partecipato anche il Candidato alla Presidenza del Consiglio per la Sinistra l’Arcobaleno Fausto Bertinotti.
L’incontro è stata occasione per molti dei protagonisti del mondo della cooperazione da Salinari in rappresentanza del Cini, a Sergio Marelli in rappresentanza delle Associazioni ONG italiane, per fare un bilancio sul lavoro svolto e per aprire un confronto aperto e sincero, pura partendo da opzioni politiche a volte diverse, con la Sinistra l’Arcobaleno.
La pace, da costruire concretamente giorno per giorno attraverso lo scambio e la partecipazione e la necessità di un cambio di paradigma rispetto all’attuale modello di sviluppo, sono stati i temi più gettonati nel corso di oltre 15 interventi.
La Viceministra e coordinatrice della campagna elettorale della Sinistra arcobaleno a Roma Patrizia Sentinelli ha sottolineato gli elementi di novità che ha provato ad introdurre nei 20 mesi di governo, su tutti partecipazione e coinvolgimento delle comunità locali, sottolineando il rammarico per la mancata riforma della cooperazione che, oltre alla necessaria assunzione politica per investire sulla pace importanti risorse economiche, attraverso la creazione di un fondo unico con un indirizzo politico unitario (oggi diviso tra Ministero degli Esteri ed Economia) avrebbe potuto migliorare la coerenza delle politiche di cooperazione e con esse la loro efficacia.
Il riconoscimento sul metodo partecipativo introdotto al Ministero degli Esteri è stato unanime e Marco De Ponte di Action Aid ha auspicato non vada perso invitando i vari attori della cooperazione a mantenere la buona abitudine del confronto al di là delle diverse opzioni politiche.
Sul versante parlamentare gli interventi di Sabina Siniscalchi, Francesco Martone e Nuccio Iovine si sono concentrati rispettivamente sui positivi risultati ottenuti, sull’importanza dei contributi della società civile che come ad esempio nel caso della piattaforma Afgana aprono nuove strade per uscire dalle situazione di conflitto, e sulla ricchezza della cooperazione diffusa nel nostro Paese.
Su questo ultimo punto Raffaella Bolini ha chiesto che l’elemento di novità che si sentirebbe di chiedere alla Sinistra l’Arcobaleno sta proprio nella richiesta di una “cessazione di potere” nei confronti della Società Civile Organizzata, sistematizzando i tavoli partecipativi.
Anche da parte di Sergio Marelli presidente dell’Associazione delle ONG Italiane c’è stato il riconoscimento del lavoro svolto da parte di Patrizia Sentinelli e Francesco Martone sottolineando l’urgenza di arrivare alla nuova legge sulla cooperazione superando, nel caso, anche l’aspettativa creatasi per una scelta bi partisan.
L’intervento di Flavio Lotti per la Tavola della pace ha ricordato la grande iniziativa promossa sabato scorso a Bari dall’associazione Libera di Don Ciotti contro le mafie sottolineando come il passo lungo e partecipato per la costruzione della stessa sia elemento centrale per dare concretezza a parole come pace e giustizia che, sempre citando Don Ciotti, altrimenti “sono stanche”.
Le conclusioni del candidato Presidente Fausto Bertinotti si sono concentrate sul “carattere stringente” dello slogan scelto: cooperazione o competizione.
E’ urgente, secondo Fausto Bertinotti, un’alternativa all’attuale modello di sviluppo e parte di questa alternativa è rappresentata proprio dalla cooperazione.
Quattro le coordinate su cui muoversi: natura, lavoro, persona, pace e nonviolenza.
“Anche attraverso i miei viaggi ho potuto verificare come nella relazione tra società civile, cooperazione e governi esistano gli elementi che alludono alla fuoriuscita dall’orizzonte mercantilista”.
La cooperazione secondo Bertinotti ha la capacità di abbattere i confini dove sembra morire la speranza.
Su questo tema ha citato l’esempio della discarica di Buenos Aires da lui recentemente visitata.
“Se anche in un luogo come una discarica l’intervento di cooperazione riesce a rimettere in moto una piccola attività economica legata al riuso dei rifiuti, vuol dire che non c’è luogo al mondo dove non sia possibile pensare di costruire l’alternativa”.
La cooperazione e lo sguardo lungo su tutte le ingiustizie, anche le più lontane da noi, sono alcuni dei colori che Sinistra l’Arcobaleno vuole utilizzare per disegnare i confine della Sinistra del XXI secolo.

La speranza per il futuro
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