Successo dell’assemblea pubblica contro l’attuale progetto. Chiesto il rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici e la tutela delle fasce costiere.
Tutto ha inizio un paio d’anni fa, quando in previsione dei mondiali di nuoto di Roma 2009, le lungimiranti voracità di lobby locali spingono affinchè Ostia, accanto alle sedi principali Foro italico e Tor Vergata, ospiti le gare di nuoto libero in mare, che dureranno, tra l’altro, solo 4 giorni.
Succede però che, stante queste premesse, viene colta l’occasione per programmare l’imponente costruzione di un “Polo natatorio” che prevede la realizzazione di megastrutture ad alto impatto ambientale (Piscina scoperta, Piscina coperta, Palestra, foresterie per l’ospitalità di ben 180 atleti). L’attivazione delle procedure amministrative per le costruzioni viene però bloccata dalla prima mobilitazione di cittadini e associazioni che esaltano la prima area di gran pregio ambientale che era stata individuata (che diventerà sito di interesse comunitario). A questo punto invece che ripensare l’opera nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, eventualmente trovando aree a basso impatto ambientale (e minore spesa pubblica) oppure prevedere l’utilizzo integrato di strutture già esistenti (vedi l’ENALC hotel), l’opera viene frettolosamente riproposta sempre a ridosso del lungomare (circa 150 mt.) , davanti allo stabilimento del progettista, senza nessuna forma di consultazione e condivisione con i cittadini residenti che si ritrovano di fronte alla prospettiva di una cementificazione su suolo pubblico e con risorse pubbliche, che sarà affidata però in gestione F.I.N. (federazione Italiana Nuoto) per venti anni, recintata e senza servitù di passaggio. Tale eventualità diventa ancora più stridente pensando anche che nel 2003 la facoltà di architettura di Valle Giulia aveva progettato per l’area, su commissione della Regione Lazio, un parco pubblico attrezzato con giardino d’inverno, caffetterie e tanto altro. Senza scomodare il diritto alla bellezza caldeggiato dal compianto urbanista Antonio Cederna, si poteva effettivamente pensare a ben altro per il contesto in questione per il quale è alle porte una stagione di edificazioni private che faranno diventare ancora più indispensabile la fruibilità per tutti dello spazio che si vorrebbe invece concedere per l’utilizzo di pochi.
Esistono fondate possibilità che i tempi tecnici per la necessaria urbanizzazione dell’area e dell’opera stessa non riescano a stare più nei tempi di consegna previsti. Ciò farebbe cadere le deroghe concesse al piano regolatore (che prevedeva l’area come: N verde pubblico) e riaccenderebbe le speranze di chi ritiene un fatto di civiltà il rispetto dei vincoli per la tutela delle fasce costiere entro i 300 metri dal litorale secondo le prescrizioni della legge Galasso.
Grande successo dell’assemblea pubblica “No al Polo natatorio !” indetta domenica scorsa dalle ore 10.30 in Piazza dei Canotti (Stella Polare) a cui hanno aderito tantissime associazioni, CdQ e personalità, che hanno affermato le loro ragioni con la colonna sonora note della “Brassmati Orchestra”.

La speranza per il futuro
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1 Commento ↓
1 Angela // 25 Mar 2008 alle 10:28
Giustissimo!! Invece di pensare a megastrutture-brutture, pensassero a giardini pubblici per l’oggi e per il domani XTUTTIIIIII!!!!!
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