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Francia: vince la sinistra, socialisti e comunisti

Alessandro Cardulli

sarkozy.jpgMustacchio ( Prc): 2 E’ già in crisi il modello Sarkozy che aveva trovato ammiratori anche ne Partito democratico. Drastica sconfitta delle forze centriste

Fra i socialisti francesi e la Sinistra- Arcobaleno italiana ci sono molte diversità, di programma, di  progetto di società .

La stessa “questione” del capitalismo oggi, del suo superamento e della trasformazione, la visione della globalizzazione, il rapporto con i movimenti. Certo cose non di poco conto. C’è però una parola che  rimane in comune: sinistra. Francois Holland, segretario del Ps, quando il voto dei francesi per i ballottaggi nelle amministrative aveva ormai dei contorni ben definiti ha detto: “ la sinistra ha vinto”. E in questa “sinistra” non c’era solo il Ps. C’erano anche i comunisti che quasi ovunque hanno stretto alleanze  con i socialisti. Comunisti  il cui voto è stato “utile” si direbbe in Italia per far vincere la sinistra. Ecco, il senso delle elezioni francesi è tutto qui: così come in Spagna fanno sapere che in Europa la parole socialista, sinistra hanno ancora casa.In  Italia sono state espulse dal linguaggio veltroniano. E’ stato lo stesso leader  a dire, chiaro e forte, che il Pd non è di sinistra, ma di centrosinistra, che le elezioni si vincono al centro. Non solo. Non pochi esponenti del Pd si erano augurati che proprio a partire dalla Francia si mettesse in campo il progetto di alleanza con il centro rappresentato da Bayrou. Vedere per credere: proprio Bayrou cdhe si è presentato candidato sindaco a Pau, nei Pirenei, è stato sconfitto da un esponente socialista. A Parigi lo stesso sindaco uscente, Bertrand Delanoe, anche se alcuni esponenti dello stesso Ps avevano guardato ad una alleanza con il centrista Bayrrou, ha preferito l’alleanza a sinistra ed ha vinto con circa il 57,7%. E la sinistra vince non  solo nelle città che già governava come Lione, Lilla, Digione, Nantes, Montpellier ma si aggiudica grandi centri urbani come Strasburgo e Tolosa. Per un soffio non ce la fa a Marsiglia. La sinistra conquista nuove città e raggiunge il 49,5% staccando di due punti il centrodestra di Sarkozy. Il vero sconfitto di queste elezioni. Certo si trattava di una consultazione amministrativa ma  il suo significato politico è molto chiaro. “ Il voto dei francesi-dice Roberto Musacchio, capogruppo di Rifondazione-Sinistra europea  al Parlamento europeo- dice che c’è già una crisi del modello Sarkozy su cui  pure si erano concentrate tanter attenzioni anche da parte di esponenti del centrosinistra rappresentato dal Pd. Siamo in presenza di una ripresa del voto a sinistra  cui contribuiscono significativamente anche i comunisti C’è una sconfitta  drastica delle forze centriste che smentisce ipotesi  politiche e alleanze che si fanno nel nostro paese.” A proposito del “  modello  Sarkozy” che è sembrato piacere molto ai  nostri mezzi di informazione, ma a quelli francesi molto meno, non si tratta solo  delle  sue esibizioni pubbliche,  di una certa “ arroganza”, del senso di onnipotenza, del suo rapporto con la ricchezza, con chi ha i soldi. Certo anche questo ha nociuto ma, come ribadisce Musacchio, “ i francesi si sono espressi  nopn solo sui problemi delle amministrazione delle città. Hanno dato un giudizio negativo sulle scelte compiute dal governo in questo periodo. Non è solo un problema di immagine” Basterà citare un dato: la sottosegretaria agli esteri è stata battuta nella banlieu parigina, i titolari di Cultura e Finanze nella capitale. E’ dunque una espressione di voto generalizzata che va bel al di là del significato amministrativo. “Dal voto di domenica- conclude Musacchio- una chiara indicazione. La crisi economica e sociale in Europa richiede risposte  innovative, di sinistra. Per questo in Italia c’è bisogno di una forza come “ Sinistra-arcobaleno”, il vero voto utile”

Categoria: Politica

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