Il candidato premier della Sinistra –Arcobaleno:” Siamo venuti qui perché vogliamo una diversa qualità della comunicazione, per garantire il diritto di tutti i cittadini alla conoscenza”.Difesa d’ufficio del presidente dell’azienda.
“Un convegno all’aperto”: così il presidente della Rai ha definito il presidio organizzato dalla “Sinistra –L’arcobaleno”. E’ sceso dai piani nobili del palazzo di viale Mazzini per salutare il candidato premier, Fausto Bertinotti e le centinaia di persone che per qualche ora hanno manifestato davanti alla sede della Direzione della più grande azienda italiana dell’informazione e della comunicazione.
Non è stato solo un gesto di cortesia nei confronti del presidente della Camera. Pertruccioli è intervenuto nel corso dei lavori del “convegno”. Ha fatto una difesa d’ufficio dell’operato del servizio pubblico scaricando su altri, le forze politiche, le responsabilità del progressivo trasformarsi in un duopolio politico Pd-Pdl, Veltroni, Berlusconi, come aveva osservato in apertura della manifestazione Sergio Bellucci, responsabile dipartimento comunicazione del Prc. Dice Petruccioli: “ Il servizio pubblico può e deve fare sempre meglio, ma può anche e deve essere criticato tutte le volte che qualcosa non va” Ma, secondo il presidente Rai, il servizio publico “sta svolgendo correttamente il suo compito”. Non colpa dell’azienda se nel paese si sta registrando “ la tendenza alla creazione di un bipartitismo di fatto”. “Le trasmissioni della Rai- conclude- non fanno altro che registrarlo.” Immediata la risposta di Bertinotti: “ Petruccioli ha ragione- afferma-questo effetto distorsivo è determinato da Pd e Pdl che negano l’esistenza di altri competitori fino al paradosso di dire che si votano reciprocamente”: “ Questo effetto distorcente- prosegue- è organizzato da Pd e Pdl, coadiuvato da radio, tv, giornali e da un servizio pubblico che viene meno alla sua funzione” Ma il i problema non è solo di numeri. E’ in gioco la qualità dell’informazione, sono in gioco i modelli di vita che si indicano ai cittadini, ai giovani in particolare. Bertinotti, a questo proposito richiama le ricette fornite da Berlusconi, l’incredibile “ suggerimento “ dato ad una studentessa che gli chiedeva, in una diretta del Tg 2,che proponeva per combattere la precarietà. Il cavaliere gli ha risposto: “ Io, da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcuno altro del genere e credo che con il suo sorriso se lo può certamente permettere”. Una battuta? Dice Bertinotti: “ Anche se si tratta di uno scherzo, la battuta di Berlusconi è allarmante, indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione fuori dalla loro vita ordinaria”. “ Viste le proposte della destra- continua- non resterebbe che auspicare ai precari di vincere la lotteria”. Petruccioli non resiste. Il “convegno” diventa un faccia a faccia, proprio quello che in Rai non è possibile fare. Per dimostrare l’imparzialità del servizio pubblico cita dei dati forniti dal Consiglio di amministrazione dai quali risulta, appunto, che a Berlusconi e Veltroni sono destinati i due terzi dello spazio informativo, circa il 60%, a tutti gli altri il 40. Proprio sul fatto che la Rai sta dimostrando di “ essere di due o non tutti “come dovrebbe, visto anche che i cittadini pagano il canone e sulla qualità della comunicazione si erano soffermati, in precedenza,gli interventi di Achille Occhetto, Loredana De Petris, Cesare Salvi, Nicola Tranfaglia, a nome di “ articolo 21”, Danielle Mazzonis, Pecoraro Scanio, presenti fra gli altri ,Patrizia Sentinelli, Manuela Palermi, il direttore del Tg!, Giani Riotta, lavoratori della Rai, cittadini. Risponde Bellucci al presidente Rai citando gli ultimi dati riguardanti il periodo 7 febbraio-10 marzo. Le presenze Pd + Idv+ radicali sono 114, Pdl +Lega 118, Sinistra Arcobaleno 51, Udc 25, la Destra 22, la Rosa bianca17, partito socialista 14.Sul “ Sole 24 ore” si possono leggere i dati relativi alla presenze dei leader. Prendiamo il Tg1: Berlusconi 38,1, Veltroni 21,6, Casini 12,6, Bioselli 1,7, Santanchè1,6. Numeri che contano ma, conclude Bertinotti rispondendo a Petruccioli , “ non siamo venuti qui per chiedere qualche minuto in più. Noi ci battiamo per una diversa qualità della comunicazione, per il diritto dei cittadini a conoscere , per un servizio pubblico che utilizzi le professionalità di cui disponne, chje raffiguri la realtà politica, sociale, culturale del paese.

La speranza per il futuro
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