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Altro che fannulloni!

Ettore Colombo

278940263_fb1f4f5100_o.jpgLa Sinistra Arcobaleno ha organizzato, grazie allo stimolo del responsabile del Dipartimento lavoro del Prc Maurizio Zipponi, un convegno sulla riforma e la riqualificazione, da sinistra, della Pubblica amministrazione, con le conclusioni del candidato premier Bertinotti. Idea forza del convegno: “Ripartire da D’Antona”.

Si è tenuto ieri mattina, presso la sala delle Carte geografiche di Roma, un lungo e denso convegno organizzato dalla Sinistra Arcobaleno e in particolare dal Dipartimento Lavoro del Prc sulle linee di tendenza e d’intervento possibilità per riformare – da sinistra – la Pubblica amministrazione.

Ricomincia, dunque, a sinistra, un percorso per individuare i punti cardine di una seria riforma
dell’Amministrazione Pubblica, abbandonata dopo i primi radicali interventi promossi dal giuslavorista (consulente del governo D’Alema) Massimo D’Antona e dall’ex ministro della Funzione Pubblica Franco Bassanini all’inizio degli anni ‘90. “Rispondiamo all’insulto di fannulloni dato ai lavoratori puntando sul loro valore” ha detto, con uno slogan efficace, Maurizio Zipponi, responsabile Lavoro ed economia del Prc, nell’illustrare la conferenza sul lavoro pubblico di oggi. Dopo l’introduzione di Zipponi, si sono susseguiti molti interventi di esperti e lavoratori del settore pubblico (tra questi lavoratori e sindacalisti di Poste, Sanità, Sicurezza) e conclusioni di Bertinotti.
“Puntare su un’inchiesta, un’analisi del lavoro pubblico corrispondente a quello che è, senza pendere nella direzione opposta, cioè averne una visione apologetica, ma individuare le contraddizioni che ci sono, che non sono però quelle indicate dalla vulgata liberista” è stato il leit motiv dell’intervento di Bertinotti, secondo cui “per la pubblica amministrazione non si può più parlare oggi di una realtà unitaria, a meno dell’invettiva ‘fannulloni’ e della risposta ‘non è vero’: non c’è, perché si è spezzata nella realtà, la frantumazione nella percezione della pubblica amministrazione corrisponde a una frantumazione reale della stessa. Penso che questa realtà che non è più unitaria - spiega il candidato premier della Sinistra Arcobaleno - può essere definita secondo uno spartiacque che vede da un lato delle aree di degrado e contemporaneamente delle punte di eccellenza, non solo rispetto alla realtà nazionale ma in Europa e nel mondo”. Bertinotti individua queste punte di eccellenza nei settori dei servizi alla persona, come la sanità o la scuola. Punte di eccellenza, secondo il presidente della Camera, prodotte da “una supplenza determinata da chi lavora che ha insistito nel senso dell’impresa da realizzare anche in condizioni date di bassi investimenti e senza riconoscimenti, che invece di prodursi in lamentazione hanno presentato i progetti, e contemporaneamente dalla scelta della linea della sperimentazione, il rifiuto di quella che è stata la linea di intervento sulla pubblica amministrazione del governo centrale, che ha preferito occuparsi della ‘cornice’ invece che del quadro”. Le punte di eccellenza vengono misconosciute, mentre il degrado viene attribuito a chi lavora”, afferma Bertinotti, che ritiene essenziale produrre un processo di partecipazione e una mappatura dei punti di eccellenza prima di qualsiasi riforma organica, in particolare sulla scuola. Tra le cause del degrado della pubblica amministrazione Bertinotti individua i processi di privatizzazione ed esternalizzazione, “l’idea che privato è bello e pubblico è cattivo: uno degli elementi chiave della distruzione della pubblica amministrazione è l’accusa ad essa di essere irriformabile, che va semplicemente sostituita da processi di privatizzazione”. Altra causa la logica della produttività, “grimaldello contro tutto ciò che unisce i lavoratori, che nasconde non solo i rapporti di classe, con buona pace di Walter Veltroni, ma anche i rapporti microeconomici”. La questione del pubblico impiego e più in generale quella della lavoro è “ineludibile” per la Sinistra Arcobaleno, conclude Bertinotti. In questa chiave, aggiunge, occorre “mettere a valore la caratteristica principale del Paese, la ricchezza e la densità della società civile, una messa a valore della pubblica amministrazione attraverso una connessione più stretta con il territorio come luogo di cultura e di saper fare, una nuova alleanza tra cultura e territorio costruita sulla partecipazione”.

Categoria: Lavoro