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A.A.A. cercasi ONU disperatamente/1

Sergio Vasarri

onu.jpgIn un clima di crescente ingiustizia, un viaggio alla ricerca di un garante dei diritti internazionali

L’invasione Turca nel Kurdistan iracheno aggiunge un’altra strofa al requiem per il Diritto internazionale e segna un ulteriore punto nella speciale classifica dell’impotenza dell’ONU. Proprio così, l’invasione turca dell’Irak. Perché non è facile chiamarla in altra maniera.

L’esercito turco, senza il cappello di norme internazionalmente riconosciute legittime, è penetrato nel territorio di uno Stato sovrano e ha compiuto atti di guerra contro presunti gruppi terroristici, con il coinvolgimento della popolazione civile. La cosa più spiacevole è che non si è vista la reazione dell’ONU, dell’UE, di altri Stati sovrani, come l’Italia, che fanno della Pace una bandiera. E che hanno della pace in quell’area una bandiera.
Post-attacco alle Torri gemelle, le norme di Diritto internazionale sembrano non trovare più applicazione, anzi assume quasi dignità di consuetudine agire un comportamento contrario: è sufficiente dichiarare unilateralmente la presenza di terroristi, di qualsiasi matrice - ma questo è già un approfondimento eccessivo -, in un qualunque Stato nel Mondo, per sentirsi in diritto di compiere atti di guerra, al di fuori di dichiarazioni ufficiali e di risoluzioni, quindi norme, ONU.
Ma l’Italia, gli USA, la Gran Bretagna, e tanti altri, non sono da anni in Irak per preservarne e supportarne i processi democratici? E la regione attaccata dall’esercito turco, non è quel Kurdistan martoriato dalla dittatura di Saddam Hussein, in difesa di cui tanti Paesi sono intervenuti? Singolare dunque che si intervenga in maniera selettiva, ovvero si proteggano i diritti umani di qualcuno ma solo da qualcun altro, identificato nelle maniere più disparate, e non da tutti. Dobbiamo quindi abituarci a diritti umani e diritti un po’ meno umani a seconda di chi li rivendica e nei confronti di chi altro? Dobbiamo abituarci ai regolamenti di conti internazionali, alla giustizia sommaria self-service?
La deriva di rapporti internazionali non governati dall’unico organo legittimamente e universalmente riconosciuto, l’ONU, è certamente nefasta. E dire che la comunità internazionale l’ha già sperimentata nei decenni successivi alla Prima Guerra Mondiale, quando alla tutela dei diritti esercitata dalla Società delle Nazioni sì è anteposta la logica dei rapporti bilaterali e la legge del più forte.
Anche oggi il più forte, gli USA, detta legge. Ma la legge ingiusta è sempre vittima della ragione. Per ogni Creonte, infatti, ci sono e ci saranno cento Antigone pronte a seguire una giustizia superiore a quella di un governo ingiusto. A farne le spese, purtroppo, sarà sempre Tebe, e tutti i tebani, in qualsiasi modo essi si chiamino.

Categoria: Dal Mondo