Giovedì manifestazione davanti alla Rai. IL servizio pubblico deve garantire a tutti il diritto di informare e di essere informati. Tante professionalità prigioniere di logiche da duopolio politico
Il tema di un’informazione plurale ed autonoma, quindi democratica, è stato imposto con urgenza all’attenzione delle forze politiche e dell’opinione pubblica dal modo in cui i mass media stanno comunicando lo svolgimento di questa campagna elettorale. on si tratta soltanto di una questione di tempi e di spazi, certo importante; il problema riguarda soprattutto la qualità dell’informazione offerta ai cittadini. L’autonomia complessiva del giornalismo italiano sembra essere stata compromessa da più di un decennio di duopolio mediatico, che si sta cercando forzatamente di trasformare in un duopolio politico, a dispetto della tradizione culturale del nostro Paese e del quadro reale degli orientamenti fino ad ora manifestati dagli elettori.
Basta esaminare un qualsiasi telegiornale o leggere uno dei principali quotidiani per vedere quale differenza vi sia nel modo in cui sono affrontate le vicende relative ai diversi partiti: da una parte vi sono il Pd e il Pdl, che fanno la parte del leone, con spazi ampi e dettagliati, con interviste, commenti ed approfondimenti; dall’altra si trovano tutte le altre forze politiche, livellate in un’informazione piatta e sommaria, che poco o nulla lascia capire su quali siano le proposte concrete e quali le dinamiche in gioco. La realtà offerta ai lettori o ai telespettatori non è quella del Paese, ma quella semplificata e preconfezionata secondo logiche strumentali e di parte, che si pretende di presentare come l’unica autentica ed efficace per il bene della collettività. A titolo d’esempio, basti pensare alla campagna antidemocratica per il voto utile, supportata dai mass media.
Questa discriminazione, già grave se riferita al quadro complessivo dell’informazione, diventa del tutto inaccettabile nell’ambito della comunicazione televisiva, terreno in questi anni di grandi battaglie per giungere ad un assetto democratico del sistema. Il persistente conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi, fonte di un’anomalia impensabile in qualsiasi paese democratico, crea in questo campo una tale disparità di base nella possibilità d’accesso all’informazione che, nell’assenza di una riforma complessiva da noi auspicata, deve almeno essere compensata da adeguati strumenti legislativi, in particolar modo nei periodi salienti per la vita democratica del Paese come le campagne elettorali.
E invece, perfino la legge sulla par condicio, che garantisce l’imparzialità e la parità di trattamento durante il periodo elettorale in armonia con quanto stabilito dalla Costituzione, è stata messa in discussione e stravolta nei fatti da un’informazione squilibrata e parziale, a discapito del diritto dei cittadini ad una conoscenza adeguata e della tutela del loro diritto di scelta, sulla base di opinioni formatesi correttamente, al momento del voto.
La Sinistra Arcobaleno ha denunciato fin dalla prima ora l’anomalia e la gravità della situazione che si andava profilando a seguito del black out informativo che si è abbattuto sul Paese. I parlamentari della Commissione di Vigilanza si sono impegnati per evitare che i meccanismi della par condicio fossero completamente stravolti per la concordanza di interessi manifestata in quella sede dagli esponenti del Partito Democratico e del Popolo delle Libertà.
Ora portiamo la nostra denuncia e la nostra protesta in piazza con una manifestazione pacifica davanti alla sede della Rai che, come servizio pubblico, è il simbolo della nostra battaglia per un’informazione libera, plurale ed autonoma. La Rai è la più grande azienda delle comunicazioni, della cultura e dello spettacolo, e deve garantire a tutti il diritto di informare e di essere informati. In Rai vi sono tante professionalità, prigioniere di logiche da duopolio politico, che devono essere liberate e messe nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro.
L’appuntamento per tutti è per il 13 marzo alle ore 13 davanti alla sede della Rai di Viale Mazzini, perché la Rai, e il Paese, non sono di due, ma di tutti.

La speranza per il futuro
Registrazione ...
.jpg)
