Candidati nel segno della desolazione
Ora è tutto più chiaro. Basta leggere le liste dei candidati per la Camera e il Senato per avere davanti un panorama più che desolante. Avvengono cose strane in questo paese. Non c’è un dirigente di partito che non riconosca che c’è una crisi nel rapporto fra politica e cittadini.
Ma tra il dire e il fare, come si dice,c’è di mezzo il mare. In fondo le liste sono per gran parte lo specchio del paese e danno il segno che ben poco si è fatto per superare questa crisi di rapporto.l Naturalmente la parte del leone, in senso negativo, la fanno le due coalizioni, quella veltroniana e quella berlusconiana. Sarebbe sciocco non riconoscere che ci sono differenze ma l’impianto sembra essere identico: spacciare per nuovo ciò che nuovo non è. Nella lista veltroniana, se è vero che qualche giovane è stato inserito, è altrettanto vero che il gruppo dirigente, quello che conta, che peserà alla Camera e al Senato è conformato in modo tale da dare soddisfazione ai “ poteri forti”. La presenza in lista dell’ex capo di Federmeccanica, l’organizzazione che nel corso degli anni ha sempre occupato in Confindustria il posto riservato ai “falchi,” è tutto un programma. Non vale certo la candidatura di alcuni dirigenti della Cgil, i quali sono destinati a fare da contorno, anche se ci auguriamo di no. La stanza dei bottoni sarà da un’altra parte. La logica berlusconiana è quella dell’acchiappa tutto quello che si può. Perfino il Ciarra, l’editore di giornali che fanno comodo al cavaliere. Dice infatti che avendo tutta l’informazione contro sono utili i giornali editi in Ciociara da Ciarrapico. Lui è fascista ? Me ne frego, come diceva la buonanima. Il suo aiutante, monsignor Bondi, il 21 di febbraio scrisse una lettera ai coordinatori forzisti per dare un ordine secco: fuori dalle liste coloro che avevano procedimenti giudiziari in corso con deroga per quei procedimenti di “carattere politico”. La lettera, direbbe Berlusconi, è diventata carta straccia. Sono, di fatto, già eletti il fior fiore di condannati . Stante il sistema elettorale non c’è bisogno dell’intervento dei cittadini. Un Dell’Utri passa tranquillamente e siede già sullo scranno parlamentare. Certo anche l’Udc non scherza. Pare che Casini consideri la Sicilia una specie di extraterritorialità.Infatti Cuffaro, condannato a due anni di reclusione, fa bella figura come capolista siciliano dell’Udc. Sempre spulciando fra i candidati ci sono i passaggi di casacca di chi stava con il centrosinistra ed è finito nell Movimento del siciliano Lombardo o nel gruppuscolo diniano passato con il cavaliere. Resta fuori Mastella. La desolazione si fa più pesante quando leggiamo delle liti in famiglia, argomento sul quale il leader dell’Udeur commosse la Camera. Il cognato, Pasquale Giuditta, parlamentare uscente, marito di Antonietta Lonardo, sorella di Sandra, la moglie di Mastella. Dice il cognato: “Clemente è stato rovinato dalla moglie”. Desolazione si aggiunte a desolazione.

La speranza per il futuro
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